di Francesco Moresi

Finalmente la FIGC avrà un nuovo presidente, Carlo Tavecchio, dopo più di un mese di vacanza dalle ormai famose dimissioni di Giancarlo Abete, conseguenza del fallimento della nazionale azzura ai mondiali brasiliani.

Il numero uno della Lnd, è stato eletto al terzo scrutinio, con il 63,63% di preferenze, battendo il suo diretto avversario, Albertini, che è riuscito ad ottenere solamente il 33,95% dei voti.

La giornata si è aperta con il discorso del presidente uscente Abete, durante una sorta di riunione informale in cui tutti i club di serie A hanno espresso le proprie posizioni. Subito dopo sono intervenuti i due candidati che hanno rapidamente ricapitolato i punti fermi di ciascun programma. Il primo a prendere la parola è stato Albertini che pur dilungandosi rispetto al suo avversario, ha ottenuto alla fine dell’intervento più applausi di Tavecchio.

Le prime votazioni sono iniziate alle 14:15 ed il clima di incertezza iniziale ha avuto la sua conferma al momento dello scrutinio, con Tavecchio fermo al 60,2% ed Albertini al 35,46%. Necessaria è stata, quindi, un’ulteriore votazione che come nel caso della precedente si è conclusa con un nulla di fatto. La terza ed ultima votazione è stata, quindi, necessaria per ufficializzare il nuovo presidente federale, Carlo Tavecchio, che ha trionfato con uno schiaciante 63,63% di voti, provenineti in maggiornanza dai dilettanti e dalla Lega Pro.

Le reazioni al termine del terzo scrutinio sono state contrastanti. Lotito che sin dall’inizio ha portato avanti una campagna pro-Tavecchio, è apparso raggiante in volto.

Lo sconfitto Albertini ha mostrato, invece, molta amarezza, dichiarando con una certa stizza: “Ha vinto il corporativismo”.

Come primo obiettivo, Tavecchio, dovrà sciogliere, il nodo relativo alla nomina del nuovo c.t. della nazionale italiana. Il neo-presidente federale ha dichiarato: “Vi prometto che entro il 18 di agosto – data del primo consiglio federale – presenterò il programma delle cose fatte. Non ho avuto ancora approcci con nessun commissario tecnico né ho parlato di governance”. Secondo alcune indiscrezioni, i nomi più papabili sembrano essere quelli di Conte e Mancini, anche se salgono le quotazioni di Zaccheroni. Ci sono, infatti, dubbi e tentennamenti da parte dell’ex allenatore della Juventus, sia di natura economica che di natura tecnica. Per quanto riguarda Mancini, ex allenatore dell’Inter, l’unico intoppo potrebbe essere rappresentanto dai rapporti tesi con Lotito, a tutti gli effetti braccio destro di Tavecchio. In tal senso sembrano esserci dei spiragli per Zaccheroni, già abituato a svolgere la figura del selezionatore, avendo allenato in passato il Giappone.