di Simona d’Onofrio
Ancora morti nei mari. Ancora tante vite spente in un viaggio della speranza che dovrebbe portare ad una vita migliore.
Nel Canale di Sicilia sono stati rinvenuti i cadaveri di 5 migranti,in seguito ad operazioni di soccorso ad un gommone semiaffondato. Sono stati, di contro, salvati sessantuno naufraghi, secondo la cui testimonianza, in tutto gli immigrati sarebbero stati un’ottantina. Questa non è stata l’unica operazione che tenuto impegnate le navi della Marina militare, nel dispositivo “Mare nostrum” , la scorsa notte. Un gommone con a bordo 95 immigrati è stato raggiunto dalla corvetta “Sfinge”, mentre la nave anfibia “San Giorgio” è intervenuta in aiuto di due imbarcazioni recuperando 276 profughi tra cui 33 donne e 5 minori. Al momento, le varie navi della Marina militare ospitano 1.771 immigrati.
Risale a sabato scorso il ritrovamento di diciannove morti in un barcone partito dalla Libia. Dopo l’sos lanciato, sono state ritrovate diciotto persone asfissiate dai fumi del motore nella stiva del barcone. Uno di loro, mentre veniva trasferito a Lampedusa, è morto, mentre gli altri due sono stati trasportati in ospedale. Dopi di che la barca è affondata.