di Gianluca Fabi

La malattia mentale è sempre stata considerata uno stigma sociale. Una forma di devianza. In questo modo si è protratto nella società contemporanea, l’approccio culturale a questa problematica. Il libro dello psichiatra bolognese Enrico Baraldi “Lo psichiatra nel cassetto” prova a vincere l’ennesima battaglia contro questa emarginazione del disagio psichico, avvicinando il lettore alle storie dei suoi pazienti che nel libro hanno i nomi delle stelle, perché come spiega lo stesso autore “sono la cosa più distante, ma allo stesso tempo più affascinante che possiamo osservare”.
Pagina dopo pagina incontreremo quindi Galassia che dice “la mia vita è un urlo che non esce mai”, Maya che afferma di “aver perso i sensi e non averli più ritrovati” oppure Astro che racconta di “aver perso tutto e quindi ho chiesto a un becchino di seppellirmi”. Sono gli aforismi della disperazione psichica, battute fulminanti che descrivono meglio di ogni altra diagnosi il mondo interiore di questi pazienti, che il Dott. Baraldi, intervistato da Ventonuovo descrive con affetto e commozione.

Un libro per capire, per far comprendere che il disturbo mentale non è così distante dal mondo dei “normali”?

Certo era il mio obiettivo. Potevo raggiungerlo solo attraverso le testimonianze dirette dei malati che ho in cura, perché solo loro sono in grado di far comprendere quanto è sottile il confine tra follia e normalità.

La depressione è uno delle patologie affrontate nel testo, se ne parla molto oggi e sembra molto diffusa.

La depressione è pericolosissima, difficile da affrontare e spesso sottovalutata. Nel libro spiego che l’errore che si commette più frequentemente è quello di affrontare il depresso scuotendolo psicologicamente, dicendogli che non si deve preoccupare. I familiari e gli amici di una persona in questo stato devono invece comprenderlo, senza assecondarlo, cercando di tirarlo fuori dalle palude della sua profonda tristezza e malinconia ,gradualmente, facendogli sempre capire che loro non sottovalutano il suo stato d’animo.

Astro è il paziente che ha scelto per raccontare cos’è la depressione.

Si, ho scelto lui perché racconta l’episodio del cimitero, che a una prima lettura può essere divertente, ma trasmette tutta la drammaticità del tema. Quando chiese al guardiano del cimitero di seppellirlo, stava chiedendo di aiutarlo a mettere fine alla sue pene. Fortunatamente non lo assecondò e chiamò un’ambulanza.

Perché Dott. Baraldi è importante comprendere il disagio psichico?

Perché la società deve rendersi conto che solo se riuscirà a farsene carico sarà più facile da gestire e da guarire. Si pensa invece erroneamente, che riguardi solo pochi “folli” e spesso si associa alla violenza, mentre gli atti violenti, gli omicidi, spesso sono compiuti da coloro che vengono considerati “normali”.

Lo dice anche Vasco Rossi in una sua canzone: “La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia”