Lo scorso 11 giugno l’Asl di Piacenza nel controllare un quantitativo di mais confezionato e destinato a mangimi per animali, ha rilevato la presenza di diossina oltre i limiti consentiti dalla legge. Viene inviata notifica al sistema di allerta rapido per cibi e mangimi comunitario.
Viene scoperto che il Mais, proveniente dall’Ucraina, fa parte di un carico di 26000 tonnellate arrivate in Italia lo scorso 6 Aprile nel porto di Ravenna.
Il mais sarebbe stato destinato a mangime per mucche da latte, bovini, polli, maiali, preparati alimentari per animali domestici.
Il mais immagazzinato nei silos, sarebbe stato venduto ad aziende che si occupano di trasformarlo in mangimi, commercializzati in 12 regioni: Trentino, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Calabria e Sicilia.
La criticità nel problema risiede nel periodo intercorso tra gli inizi di aprile e la metà di Giugno, periodo in cui gli animali delle differenti specie sono stati alimentati con mangime contenente diossina al di sopra dei livelli ammessi, ed eventualmente messi in commercio e già consumati.
Soprattutto riguardo latte, uova, pollame ed in particolare gli allevamenti domestici in cui le Asl non effettuano controlli, ove spesso vengono consumati gli alimenti freschi.
Attraverso il comunicato n.84 del 20 giugno, il Ministero della Salute ha dichiarato di aver attivato i controlli con le Aziende Sanitarie Locali al fine di tracciare e sequestrare i mangimi contenenti il mais.
Inoltre ha attivato con i Nas, operazioni volte a blocchi cautelativi di alimenti provenienti da allevamenti che hanno utilizzato mangimi contenenti mais ucraino.
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Questa vicenda evince per l’ennesima volta scarsità dei controlli da parte dei PIF (Punti di Ispezione Frontaliera del Ministero della Salute) e degli UVAC (Uffici Veterinari per adempimenti comunitari), autorità preposte al controllo delle frontiere, le quali hanno permesso l’ingresso del grosso quantitativo di mais contaminato mettendo a rischio la salute di milioni di consumatori” dichiara Ivano Giacomelli- segretario nazionale Codici.
“Chiediamo al Ministero della Salute, di comunicare chiaramente le operazioni che intende svolgere riguardo il blocco cautelativo degli alimenti, coinvolgendo le associazioni dei Consumatori per dare informazioni chiare e precise, riguardo lo stato di salute degli alimenti messi in commercio e garantire sicurezza alimentare ai consumatori.
Soprattutto è fondamentale stabilire quali lotti e marche di mangimi sono stati coinvolti, tenendo conto gli innumerevoli allevamenti domestici, dove gli alimenti vengono consumati freschi. Auspichiamo comunicati e azioni chiare, non opache, come quelle sull’epidemia da epatite A causata dai frutti di bosco surgelati.
Assordante il silenzio del ministro Beatrice Lorenzin, la quale dimostra di non essere attenta alla salute dei consumatori” conclude Ivano Giacomelli, segretario nazionale Codici.
Nato nell'alba del post-industriale in una terra che di industrie ne vedeva solo gli scheletri, percepisce sin da subito l'importanza della natura per l'uomo, fonte dell'energia primaria fondamentale: il cibo. Maturato nel tedio delle interpretazioni giuridiche, è immerso sin dalla adolescenza in quel mare magnum che descrive la realtà, ossia il sociale. Impegnato nel consumerismo agroalimentare, crede che un giorno quegli scheletri che vedeva da bambino, ovunque saranno fonti sostenibili di felicità e prosperità se sviluppati secondo le regole di madre natura.
Nato nell'alba del post-industriale in una terra che di industrie ne vedeva solo gli scheletri, percepisce sin da subito l'importanza della natura per l'uomo, fonte dell'energia primaria fondamentale: il cibo. Maturato nel tedio delle interpretazioni giuridiche, è immerso sin dalla adolescenza in quel mare magnum che descrive la realtà, ossia il sociale. Impegnato nel consumerismo agroalimentare, crede che un giorno quegli scheletri che vedeva da bambino, ovunque saranno fonti sostenibili di felicità e prosperità se sviluppati secondo le regole di madre natura.
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