PADOVA – In occasione del 450esimo anniversario della nascita del grande William Shakespeare, Padova ospita in questi giorni (fino al 5 luglio) il “Padua Shakespeare Festival”, evento teatrale pensato e istituito per omaggiare lo scrittore, che coinvolge ben 250 studenti di età trasversale, dalla scuola primaria fino all’università. Promosso e organizzato dalla già comprovata collaborazione Teatro Popolare di Ricerca – Centro Universitario Teatrale (TPR-CUT) e patrocinato dall’Università degli Studi di Padova (Dipartimento di Studi linguistici e letterari e Centro Linguistico di ateneo), il festival si struttura in una serie di appuntamenti aventi luogo in diversi spazi attraverso tutta la città: viene proposto un calendario mensile di spettacoli e conferenze con l’obiettivo di approfondire la conoscenza delle opere del poeta, avvicinare i giovani al teatro e vivacizzare culturalmente alcuni quartieri e spazi urbani poco valorizzati della «bella Padova, culla delle Arti», come Shakespeare stesso definì la città nell’incipit de “La Bisbetica Domata”. Non a caso, un’altra forma di antico legame unisce la città al poeta inglese, ossia il vanto di essere l’unica in Italia a custodire una delle 40 copie esistenti in tutto il mondo del First folio (1623), primissima edizione delle opere di Shakespeare, curata postuma dai suoi stessi allievi.
Col supporto anche dal progetto Cantieri Teatrali Urbani, dal Teatro Boxer e dall’Associazione IASEMS (Italian Association of Shakespearean and Early Modern Studies), il progetto è stato fortemente voluto da TPR-CUT, nato come teatro universitario ma già da anni attivo con corsi nelle scuole. In particolare, il TPR vanta una lunga tradizione di laboratori teatrali in lingua: italiana, inglese, spagnola, tedesca, rivolti tanto agli studenti internazionali in mobilità quanto agli ‘indigeni’, affiancati – a fini didattici – da docenti del rispettivo idioma presso l’Università. L’idea è così nata in modo spontaneo, coniugando l’amore per la letteratura inglese, in un’occasione di tale rilievo, con una realtà già esistente ed implementata continuamente con impegno, dedizione e non poche soddisfazioni dall’Ateneo. «Abbiamo coinvolto gli istituti con i quali già lavoravamo, altri si sono aggiunte», dice il direttore artistico Pierantonio Rizzato. «I ragazzi si sono messi al lavoro già a ottobre dell’anno scorso con studio dei testi, esercizi d’improvvisazione, giochi a tema, invenzioni di scrittura. Un modo per avvicinarsi a Shakespeare e sentirlo attuale, vicino». Il polo universitario, che si distingue dalla nascita – secoli addietro – per la sua fervente attività ed iniziativa, è deciso a farsi in prospettiva propugnatore di un’aria di rinnovamento culturale di più ampio respiro: «Dall’anno prossimo speriamo che l’appuntamento con il festival teatrale dei giovani diventi costante, di volta in volta con un autore o un tema diverso. Per Padova potrebbe essere importante».
Gli studenti coinvolti (centocinquanta delle scuole primarie e secondarie e cento universitari tra i vari laboratori proposti dall’Ateneo) porteranno in scena undici spettacoli, concentrati su alcune opere (o nella rielaborazione fattane da altri autori), rivisitate, aggiornate, reinterpretate con il contributo dei giovani partecipanti; calcheranno il suggestivo Teatro Giardino di Palazzo Zuckermann a partire dal 20 giugno con un Otello ‘musicale’ presentato dagli studenti Erasmus in versione pop, rielaborando il testo del padovano Arrigo Boito; a seguire il 24 giugno Continuarà…, omaggio a W. Shakespeare e J. Mayorga, spettacolo in lingua spagnola che prevede il mash-up di una nota opera iberica, “El chico de la ultima fila”, con alcuni inserti dedicati alle morti delle principali eroine shakespeariane; il 26 giugno, gli studenti del laboratorio inglese porteranno in scena Kiss me Kate, ispirato a La bisbetica domata. Nella cornice del Bastione Santa Croce, concluderanno il ciclo – riprendendo il filone di Otello – gli ultimi due spettacoli: il 4 luglio una parodia in lingua tedesca con Otheller, der mohr von Wien oder die gheheilte Eifersucht e il 5 luglio Hotel-Lo ne propone un’originale ambientazione all’interno di un albergo. Nel programma (pervenibile a questo link) prevede anche due serate in cui saliranno sul palco attori professionisti: il 26 giugno, a Palazzo Zuckermann, Andrea Pennacchi con Chimes at midnight, accompagnato dal musicista Giorgio Gobbo; il 5 luglio, invece, al bastione Santa Croce, la performance di James Folan in Dark matter: interpreting the sonnets.
Se d’altronde il celebre drammaturgo inglese legò indissolubilmente il proprio nome alla città di Verona grazie alla più iconica tra sue opere, “Romeo e Giulietta”, dimostrò di amare le comunali città venete ambientando proprio a Padova un’altra delle sue commedie, “La bisbetica domata”, sebbene la predilezione non sia nota e pubblicizzata quanto quella del teatro degli scontri tra Montecchi e Capuleti. Questo perché quello di Shakespeare con Padova è un amore silenzioso e disinteressato; ma se vi troverete a passeggiare per le vie delle riviere, capitando in Piazza Capitaniato, all’angolo con via dell’Accademia, vi riscoprirete scolpito nel muro l’omaggio che lo scrittore ritrasse nel prologo del I atto:
“Per il grande desiderio che avevo di vedere | la bella Padova, culla delle arti sono arrivato… | ed a Padova sono venuto, come chi lascia | uno stagno per tuffarsi nel mare, ed | a sazietà cerca di placare la sua sete.”
(Atto 1, Scena 1)
Omaggio che Padova, quattro secoli più tardi, intende con modestia restituirgli grazie a questa bella iniziativa all’insegna di ciò che l’autore più amava: il teatro.



