Ahimè, anche la storia d’amore più spiattellata su facebook, quella più ricordata, citata, acclamata o semplicemente ignorata può finire. E il tutto senza che cambi qualcosa nell’ordine dell’universo.
Si sono conosciuti, tanto piaciuti, amati, oh si, amati fino ad un punto di non ritorno. Lei, bellissima, sempre pronta ad immortalare la loro vita quasi come se ogni giorno fosse un’inconfutabile prova che sì, il loro amore è migliore del tuo e no, non pensare neanche lontanamente che tra loro potrebbe tutto finire. Lui, utile quanto un mezzo guanto sulla cima del monte Bianco il 31 Dicembre.
Conosciamo la data del loro anniversario, tutti i posti in cui sono stati da quando è iniziata la loro storia d’amore, quanto zucchero va nel caffè di lei nel primo pomeriggio, i loro esami superati brillantemente, le ore di studio che renderebbero esausto anche un  koala già stremato ad un orario imprecisato e passi e passi di libri ad accompagnare i loro scatti sempre casuali (“L’ultima volta sono stata così tanto tempo con la gamba piegata sotto la sua ascella da avere i crampi” cit.)
Il loro amore risplende di luce propria (quella di lei) ed è visibile come un fiammiferino nella notte (lui). E’ chiaro fin qui che nell’elencare i loro punti di forza io sia più esausta del sopracitato koala. Ma veniamo a noi. Qualcuno ha detto che l’amore è eterno finchè dura. E pare che avesse ragione. Infatti anche i nostri temerari amanti affrontano prima o poi quel triste momento. Da cosa mai sarà accompagnato? Vi domandate sospetti. DALLO SPIATTELLAMENTO DEL RECIPROCO DOLORE SU FACEBOOK. Credo che questa sia la parte più faticosa, a meno che non abbiate già eliminato i suddetti dalle vostre amicizie. Lei soffre incessantemente ma non lo darebbe a vedere MAI perché è una donna forte. Peccato che nel frattempo abbia condiviso più della metà delle citazioni de “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa (che consiglio vivamente di non leggere se siete persone felici).
La questione è assai semplice. Vi dico come io riesco a non avere più conati quando vedo un loro tristissimo post in bacheca. E’ il buon senso che ha preso ad accompagnarmi da un po’. Penso che al mondo ci sono persone come noi e persone come loro. E che non tutti sono fortunati. E che… Per l’amor del cielo, l’invisibilità è un super potere, vi risulta? Cosa c’è di più intimo di un sentimento puro come l’amore? Che senso ha condividere TUTTO col mondo? Quando sono a cena col mio ragazzo condividere con voi ogni portata sarebbe una tra le cento cose più stupide da non fare prima di morire. Dove finisce la magia di un bacio bellissimo solo per voi se lo sbattete a sprangate su una piattaforma digitale? E’ così terribbbilmente terribbbile. Preparate un dolce per lui? Prima che sia pronto noi già lo sappiamo. Gita in montagna? Postata su facebook. Primo giorno di mare? Postato su facebook. Lui vi fa una sorpresa a lavoro? Senza che ve ne rendiate conto è già su facebook. A me fate più tristezza che Pessoa allo specchio nei suoi giorni peggiori. I vostri sentimenti buttati in vetrina, esposti alla luce migliore, con i soggetti giusti e sempre felici mi fanno incoscientemente pensare di essere in trasferta nel mondo sbagliato.
Quando siete felici di averlo accanto (se ne avete la possibilità) guardatelo negli occhi e lui lo capirà ancor prima che possiate aprir bocca. Quando visitate un bel posto assieme, nulla cambierà se noi lo veniamo a sapere e sarebbe fantastico se quel momento fosse tutto vostro. E’ stupido avere un album riservato a voi su facebook  con le più improbabili citazioni del caso (e credetemi, Oscar Wilde e Jim Morrison ringrazieranno sentitamente) , compratene uno vero e riempitelo con le vostre fotografie migliori. Toccare con mano le pagine della vostra storia vi farà sentire meglio che avere un centinaio di tristissimi like. Prima ancora di dire a tutti che è finita, ditelo a voi stessi, non c’è forse una mancanza fisica, un’amputazione segreta nel dire addio a chi amate? Forse l’amore ai tempi di facebook non l’ho ancora capito e forse non lo capirò mai. Quello che so per certo è che non solo rappresenta la visione del mondo che mi sto inutilmente prodigando di digerire da anni ma è anche la prova definitiva – qualora ce ne fosse bisogno – che il mio pigro e corrosivo senso di accettazione del resto del mondo non accenna a licenziarsi e se minacciato, risponde lanciando aeroplanini di carta e sparando palline di insulti in lingua ostrogota con la cannula della Bic. Tempi duri per me.

 

Lucy Gemma

Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".

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Di Lucy Gemma

Lettrice ossessivo-compulsiva alla ricerca della felicità e degli spazi in cui stipare i miei milioni di libri. Sognatrice incallita e bisbetica musona, vivo circondata da post it, mi commuovo su un accordo di re minore e passo ore a confidarmi col mio pianoforte che grazie al cielo non può rispondere. Sogno di poter vivere scrivendo libri e regalando attimi di inesplorate emozioni al mondo. Autrice di "Per un grammo di gioia" e "Volevo fare la scrittrice ma poi sono guarita".