Di Francesco Moresi 

Dopo la sosta per l’impegno infrasettimanale della nazionale italiana, riprende il campionato di serie A come lo avevamo lasciato, ovvero con la Juventus sempre più rullo compressore, ora a +14 sulla Roma, che nel posticipo perde immeritatamente a Napoli.

La ventisettesima giornata ci regala importanti risultati, soprattutto in chiave Europa League e zona retrocessione. All’Inter di Mazzarri basta il gol del solito Palacio per battere un Torino che sembra aver perso da qualche settimana la via del gol. I nerazzurri seppur con qualche difficoltà riescono a portare a casa tre punti fondamentali, avvicinando in classifica la Fiorentina, sconfitta a Torino dalla Juventus, e allungando sul Verona uscito perdente a Parma.

La Fiorentina di Montella, priva di Borja Valero, non riesce a fermare la corazzata di Conte, ormai ad un passo dal terzo scudetto consecutivo. I bianconeri con la vittoria sulla Viola ottengono la quattordicesima vittoria interna ed eguagliano il record del Torino targato Pulici e Graziani. Ai bianconeri basta un gran gol di Asamoah, che nell’occasione dimostra ancora una volta di possedere piedi raffinati oltre ad una grande corsa, per avere la meglio su una Fiorentina troppo rinunciataria nel primo tempo e poco incisiva nel secondo, soprattutto sottoporta (vedi traversa di Matos a due passi dalla porta bianconera ndr).

Nel’altro match clou della giornata, il Napoli, fortunato e cinico, batte una Roma incerottata ma intraprendente e poco concreta sotto porta. I partenopei sbloccano la partita con Callejon, che sale così a quota 10 gol in serie A, dopo aver subito il pressing e il gioco romanista per gran parte della gara. I giallorossi pur creando numerose palle gol, capitate purtroppo sui piedi di Gervinho o Florenzi, non proprio dei bomber, capitolano di fronte ad un Reina in serata di grazia che in più di un’occasione salva la sua porta con parate eccellenti. Il Napoli dal canto suo, pur disputando una partita sottotono, rosicchia ai giallorossi tre punti fondamentali per la lotta al secondo posto. Al termine della partita Garcia però ha mostrato serenità, dichiarando di non temere il Napoli, alla luce dei tre punti di vantaggio sui partenopei in classifica, a cui va aggiunta la partita da recuperare con il Parma in casa.

Non è stata una domenica esaltante anche per i tifosi biancocelesti. La Lazio infatti, perde in casa di fronte a soli duemila spettatori, battuta da un’Atalanta tonica e sempre più lanciata verso la salvezza. Il gol partita è messo a segno dal piccolo Maxi Moralez che ribadisce in rete una respinta corta di Marchetti, poco reattivo nell’occasione. Da quel momento la Lazio si disunisce non riuscendo ad impensierire la retroguardia bergamasca, disputando l’ultima mezz’ora in dieci per l’espulsione di Candreva, fino a quel momento il più pericoloso dei biancocelesti. La squadra di Reja si allontana ulteriormente dalla zona Europa League, così come il Milan di Seedorf che esce sconfitto dal “Friuli”, dopo aver disputato una partita evanescente e con molti titolari a riposo in vista del ritorno di Champions League contro l’Atletico. Il gol partita è messo a segno da Totò Di Natale che stacca così nella classifica dei marcatori di tutti i tempi della serie A un bomber di razza: Gabriel Omar Batistuta.

In zona retrocessione grande balzo in avanti del Chievo Verona, che ottiene i tre punti solo al novantesimo con un rigore dubbio trasformato dal solito Paloschi.

Nella sfida salvezza tra Bologna e Sassuolo, invece prevale la paura di vincere e il risultato finale di zero a zero non accontenta nessuna delle due squadre, mantenendo di fatto invariato il distacco in classifica. Nell’altro match salvezza invece, Sampdoria e Livorno si battono a viso aperto, con i toscani che non riescono a gestire il doppio vantaggio, capitolando poi nel finale sotto i colpi di un redivivo Okaka e del solito cecchino Gabbiadini. Nell’anticipo di sabato, Cagliari e Catania pareggiano, anche se il pari serve solo ai sardi che approfittando dei risultati delle dirette avversarie, si portano a più sei dal terz’ultimo posto.