Si è concluso sabato 18 gennaio 2014 presso Eataly il progetto “Roma-Integra” ideato e promosso dalle associazioni “Sonia” e “O.m.c.v.i.- ass. Donne Capoverdiane in Italia” con la partecipazione di Slow Food. Il progetto si avvale del piacere del cibo per dare vita ad un percorso di integrazione ed inclusione sociale e trova terreno fertile nelle scuole della Capitale e dei territori limitrofi. Partendo da alcuni alimenti e pietanze si percorre un viaggio per i continenti studiandone la provenienza, le usanze della popolazione, la struttura del territorio, il modo in cui vengono preparati i piatti per poi terminare nell’assaggio del prodotto finito. Il cibo diventa così il mezzo per poter ricordare l’esistenza di un biscotto nostrano (il cosiddetto “Giglietto”) del vicino paese di Palestrina che per la particolarità dei suoi ingredienti e della lavorazione è diventato da poco un presidio Slow Food, ma anche per conoscere alimenti quali la cioccolata, le spezie ed il miele, così come la Cachupa Capoverdiana e lo Zighinì Eritreo percorrendo un viaggio verso altri continenti ed altre culture. “Solo attraverso la conoscenza di altri popoli si può arrivare al rispetto reciproco ed ad una serena convivenza”, come afferma Angela Spencer dell’Associazione Donne Capoverdiane in Italia, coideatrice del progetto insieme a “Sonia” associazione per l’integrazione dei paesi del Sud del Mondo, molto attiva in India, Congo, Brasile e Kenya. I giovani delle scuole sono stati, e continueranno ad essere, i primi destinatari di questo progetto in quanto è tramite loro, che già stanno crescendo in una società multietnica, che le barriere delle differenze possono essere abbattute e diventare un motivo di arricchimento continuo. I ragazzi hanno presentato il frutto del loro lavoro, svolto nei laboratori, ed hanno coinvolto anche genitori, parenti ed amici. “La società multietnica può essere un modo per diminuire lo stato di crisi”,come afferma durante il dibattito conclusivo la giovane avvocatessa cinese Lifang Dong , la quale ci spiega che la parola crisi in cinese può essere rappresentata da due ideogrammi di cui uno può significare “opportunità”, illustrando un percorso economico per cui da una situazione di stallo possano nascere delle opportunità di sviluppo economico sia per l’Italia che per gli investitori esteri. Interessante anche il lavoro sul territorio eseeguito da Elisabetta Melandri del Cies che svolge un delicato ed importante centro di integrazione chiamato “Collettivo Matemù” in cui i ragazzi convivono e si adoperano per l’applicazione pratica della vita in intercultura. Importante e sentito l’intervento del deputato Khalid Chaouki che rinnova la partecipazione delle istituzioni in progetti di questo tipo. Una giornata in cui le nazioni, seppur lontane si sono avvicinate e si sono strette.



