Le teorie psichiatriche alla base della Shoahdi Alberto Brugnettini e Cristiano Mazzon – CCDU onlus
Una riflessione sull’Olocausto non manca mai di lasciarci perplessi: “Davvero nessuno sapeva o, peggio, tutti erano d’accordo?”. Se è verosimile ritenere che l’opinione pubblica ignorasse le dimensioni effettive del fenomeno o i particolari più agghiaccianti, è però doveroso denunciare il lento ma inesorabile lavoro d’indottrinamento eseguito dagli psichiatri eugenetici, creatori di quell’humus culturale in cui le idee di purezza razziale e di “soppressione della vita indegna di essere vissuta” potevano proliferare ed essere accettate.

La nascita dell’eugenetica

Nel 1863 lo psicologo Francis Galton sviluppò una teoria che ebbe un forte impattosul modello psichiatrico: l’eugenetica (dal greco eugenes – “di buona razza”) definendo certi gruppi di etnia diversa “razze inferiori”. Inutile sottolineare come Galton ritenesse di appartenere alla razza migliore, e avere quindi ildiritto di decidere il futuro dell’umanità poiché: ” La media standard di intelligenza di un negro è di circa due gradi al di sotto della nostra ” mentre ” Gli ebrei si specializzano in un’esistenza parassita nei confronti delle altre nazioni “.

Le idee di Galton furono entusiasticamente abbracciate dallo psichiatra Emil Kraepelin, fondatore dell’Istituto di Ricerca Psichiatrica e mentore dei futuri psichiatri nazisti. “C’è una diretta correlazione tra Kraepelin e la psichiatria nazista attraverso la sua facoltà di genealogia, capeggiata da Ernst Rüdin. Per i nazisti, Ernst Rüdin era il più importante contatto nel settore della psichiatria – il guru della psichiatria genetica” – Hans Walter Schmuhl, Professore di Storia

La stessa associazione psichiatrica tedesca, dopo anni di smentite, ha infine ammesso le proprie responsabilità. In un discorso tenuto al congresso dell’associazione (Berlino, 26 novembre 2010) nell’ambito del dibattito “Psichiatria nel Nazionalsocialismo – Commemorazione e responsabilità”, il suo Presidente, Prof. Dr Frank Schneider dichiarò:

“Nel periodo del nazionalsocialismo gli psichiatri hanno condannato persone, hanno tradito i pazienti che avevano riposto in loro fiducia, e hanno loro mentito, hanno fatto ostracismo nei confronti dei parenti, hanno permesso che i pazienti fossero forzatamente sterilizzati e uccisi, e hanno allo stesso modo essi stessi personalmente ucciso.  Noi proviamo vergogna anche perché noi, l’Associazione psichiatrica tedesca, non siamo stati dalla parte delle nostre vittime nemmeno negli anni che seguirono il 1945. Nel luglio 1933, poco dopo l’ascesa di Hitler, fu passata la Legge sulla prevenzione della prole malata di malattie ereditarie. Lo psichiatra Ernst Rudin, presidente dell’Associazione psichiatrica dal 1935 al 1945, e poi direttore dell’Istituto Tedesco di Ricerca, fu il coautore del commento ufficiale di questa legge.”

“A causa di questa legge – prosegue Schneider – più di 350.000 persone furono selezionate dai medici e forzatamente sterilizzate. Più di 6.000 persone morirono durante questi interventi. Nella sua veste di presidente dell’allora associazione psichiatrica, Ernst Rudin nei suoi discorsi d’inaugurazione del nostro congresso ha più volte parlato in favore di queste sterilizzazioni. Ma non ci furono solo sterilizzazioni forzate: ci furono anche assassinii… fu uno psichiatra, Alfred Erich Hoche, nel suo libro del 1920 sull’approvazione dello sterminio della “vita indegna di vivere”, insieme al giurista Karl Binding, a coniare il termine “esistenza zavorra” e fu ancora lui che preparò un catalogo delle presunte malattie mentali incurabili, che chiamò “condizioni di morte mentale”. Nel 1930 questo diventò nel mensile nazionalsocialista la richiesta: “Morte alla vita indegna di vivere!”. Nel settembre del 1939 Hitler ordinava la cosiddetta eutanasia, e incaricò di questo progetto Werner Heyde – ordinario di psichiatria e neurologia a Wurzburg. Almeno 250 – 300 mila persone mentalmente e fisicamente malate furono vittime di quest’azione e delle seguenti fasi di uccisione dei malati, che si protrassero per qualche settimana oltre la fine della guerra.”

Con pulmini grigi, il simbolo dello sterminio, i pazienti venivano prelevati dalle case di cura e portati alle 6 istituzioni psichiatriche, in cui erano state costruite le camere a gas. Le istituzioni mentali divennero istituzioni di sterminio. La cura divenne lo sterminio e gli psichiatri supervedevano il trasporto e l’uccisione dei pazienti che riponevano in loro la propria fiducia.

Nella parte finale del suo intervento Schneider concludeva: “La nostra vergogna e dispiacere è anche legata al fatto che sono occorsi 70 anni a quest’associazione, di cui sono oggi presidente, per riconoscere le proprie colpe” e chiedeva perdono alle vittime e ai loro familiari anche “per il silenzio, la banalizzazione e la negazione da parte della psichiatria tedesca nel dopoguerra”.

Prima ancora che iniziasse la Shoah, oltre 70 mila persone vennero sterminate, negli ospedali psichiatrici fino all’agosto 1941, quando la crescente indignazione pubblica costrinse il governo nazista a porre fine al programma T4. Successivamente, quando Hitler decise di trasferire le uccisioni ai campi di concentramento per eliminare i malati, gli anziani e quelli considerati “non idonei al lavoro”, fece ricorso ai più eminenti psichiatri tedeschi, e fece lo stesso quando poi ordinò lo sterminio degli ebrei.

Irene Leitner, direttrice dell’ Hartheim Memorial , descrive la situazione:“Molti dell’Operazione Reinhard in Polonia – ossia lo sterminio degli ebrei europei in Polonia – stavano già lavorando nella struttura per l’eutanasia ad Hartheim. Ciò significa che c’è un collegamento diretto fra il programma dell’eutanasia e l’Olocausto. Chi rivestiva posizioni di rilievo qui ad Hartheim, più tardi occupò posizioni di rilievo nei campi di sterminio, come ad esempio Soibor o Treblinka. Penso sia di vitale importanza mostrare questa correlazione: venne trasferito non solo il personale ma anche la tecnologia. La conoscenza acquisita negli ospedali per l’eutanasia con gli omicidi di massa, venne introdotta nei campi di sterminio e adottata come parte dell’Operazione Reinhard”

Dagli 11 ai 17 milioni di persone vennero uccise durante la Shoah , tutte considerate eugeneticamente inferiori e destinate alla morte.Gli psichiatri progettarono l’intera macchina.

Alberto Brugnettini e e Cristiano Mazzon

www.ccdu.org

Per approfondimenti sul legame tra psichiatria e nazismo è possibile richiedere il DVD  “L’Era della Paura” presso il nostro sito:  www.ccdu.org

Il discorso completo del Prof Frank Schneider si trova sul sito ufficiale DGPPN (Associazione Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Malattie Psicosomatiche e Nervose) all’indirizzo:
http://www.dgppn.de/history/psychiatry-under-national-socialism/speech-professor-schneider.html

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