1. Roberto D’Ambrosi Candidato al Consiglio Regionale, come mai una scelta verso la politica?
Da ragazzo ero impegnato nelle fila del PSI, poi sono entrato nella pubblica amministrazione e mi sono dovuto impegnare nei vari settori che ho seguito. Oggi credo non sia più possibile stare a guardare il degrado generale. Ho dei figli e voglio contribuire attivamente al miglioramento del loro futuro.
2. Lei è responsabile dei servizi informativi di una delle più grandi ASL d’Italia per popolazione seguita (600.000 abitanti) e vi lavora da 35 anni, quali secondo lei sono i passi da fare per migliorare la sanità nel Lazio?
Io sono un informatico e conosco bene tutti i processi operativi della sanità. Devo quindi partire da quello che è il mio campo. Premesso che il Lazio dispone di eccellenze assolute dal punto di vista medico, in questo momento la crisi economica sta mettendo a serio rischio l’erogazione dei servizi essenziali per la salute dei cittadini, pertanto, è necessario, fin da subito, lavorare sui comportamenti e sull’efficienza del sistema Per perseguire questo obiettivo la tecnologia può e deve svolgere un ruolo fondamentale. Soltanto l’utilizzo delle tecnologie informatiche può garantire da una parte l’efficienza organizzativa e dall’altra il miglioramento del l’efficacia delle cure. Negli ultimi dieci anni le aziende sanitarie del Lazio si sono dotate di soluzioni di tutti i tipi che fra loro non dialogano. La Cartella Clinica Elettronica (Eletronic Patient Record) ed il Fascicolo Sanitario Personale (Eletronic Health Record) sono ancora un traguardo da raggiungere. Traguardo senza il quale però non si può pensare ad una sanità veramente sostenibile, aggiornata, puntuale, efficace ed efficiente. E sappiamo bene come un modello sanitario dove il paziente è al centro di tutto, porterebbe gli operatori sanitari a conoscerne tutta la storia, evitando errori e sprechi di risorse e faciliterebbe la fidelizzazione dei pazienti che come consumatori potrebbero fare in futuro scelte verso il servizio migliore.
3. Cosa pensa del ruolo cha ha avuto la Società Lait e di quello che potrebbe fare in futur
Negli ultimi anni Lait non ha avuto il ruolo centrale che l’avrebbe dovuto avere. Lait, infatti, nonostante la presenza di ottime professionalità che conoscono perfettamente i processi operativi della sanità, non è stata, a causa della sua gestione “politica” e “clientelare”, in grado di diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di metodologie uniformi e standard di riferimento europei ed internazionali e così facendo ha favorito indirettamente la proliferazione di soluzioni che oggi non sono in grado di mettere a fattor comune le informazioni dei pazienti e che quindi non ne permettono la mobilità fra i diversi centri di assistenza sanitaria regionali. Lait deve uscire dalle logiche di spartizione politica e deve riprendere il ruolo di coordinatore e punto di riferimento per le strategie informative. Come primo passo dovrà sviluppare il progetto di cartella clinica unificata ed il fascicolo sanitario, che solo lei può coordinare. Altro progetto fondamentale dovrà essere quello di definire metodologie informative per sostenere la trasparenza negli appalti come pure disegnare un piano tecnologico a medio lungo tempo per sostenere le nuove programmazioni sanitarie e il supporto necessario alla attività della centrale acquisti.
4. Programmazione sanitaria e centrale acquisti. Sono temi che si sentono discutere in questi giorni ma lei cosa pensa in merito?
Lo sviluppo e il consolidamento della centrale acquisti avrà successo solo se prima verrà definita chiaramente una programmazione regionale della sanità. Una programmazione fatta da coloro che di sanità ne sanno veramente perché vi hanno lavorato e hanno scontato la pena della disorganizzazione imposta dalle varie gestioni regionali passate. Il punto è che se i processi delle varie aziende sanitarie sono diversi e a volte divergenti, non sarà possibile allineare gli acquisti a metodologie comuni. Se lei guarda i servizi che vengono erogati ai pazienti nelle varie ASL vedrà che vi è grande disparità. Le faccio un esempio su tutti: Se Lei è un diabetico alla Roma C verrà seguito con protocolli definiti da quell’ente e quindi le verranno erogati a seconda della gravità della patologia, visite cardiologiche, oculistiche, dietologiche, educazione all’uso dell’insulina, tecnologie innovative con infusori, ecc. Se Lei invece abita ai Castelli Romani o a Civitavecchia i servizi cambiano totalmente. E’ quindi fondamentale lavorare da subito con la standardizzazione e il riallineamento dei processi organizzativi, poi sarà possibile attivare metodologie di acquisto comune con la centrale acquisti di cui tutti parlano. Si dovranno fare dei progetti pilota per sperimentare la bontà delle soluzioni adottate sul campo e poi si potrà allargare la metodologia. E’ un processo che non si fa dall’oggi al domani ma che ha bisogno di qualche anno di rodaggio. Ma si può e si deve fare ed è l’unico modo per controllare costi, ridurre gli sprechi e dare un reale contributo all’efficienza del sistema sanitario. ltro punto dolente è il fatto che la Regione non paga i fornitori in tempi ragionevoli e certi con un conseguente aggravio di costi finanziari e di gestione dei contenziosi. Il pericolo oggi è che le aziende sono demotivate a partecipare agli appalti pubblici perché il prezzo più basso è diventato il must a scapito della qualità dei prodotti e dei servizi. Inoltre vincere una gara diventa una specie di boomerang dato che le imprese appaltatrici sanno già che dovranno finanziare l’azienda sanitaria per anni prima di poter vedere i loro soldi. E’ un meccanismo malato che mette a rischio l’intero sistema economico.
5. Per concludere qual’e’ il suo impegno per il futuro ?
La crisi di questi anni mostra come sia necessaria una Regione in grado di rispondere ai bisogni di imprese, lavoratori e famiglie. Dobbiamo uscire il più presto possibile dal commissariamento e predisporre il nuovo Piano Sanitario Regionale. Abbiamo assistito a sprechi che hanno aumentato le disuguaglianze e prodotto aumenti ingiustificati del costo dei servizi e di comportamenti illeciti diffusi. Io mi impegnerò personalmente affinché si torni a puntare sull’innovazione, sulla trasparenza e sul merito, per riprendere insieme il controllo del nostro futuro!


