Da agosto 2012, Samer Issawi, 34 anni, detenuto sotto custodia israeliana è in sciopero della fame. La sua vita è in grave pericolo.“Come cittadina italiana e nella veste di Consigliere comunale mi unisco all’appello di Amnesty International affinché il detenuto palestinese Samer Issawi, in sciopero della fame ormai da troppo tempo, riceva immediatamente cure mediche appropriate”.
Federica Baraffarano, Consigliera comunale di Cerveteri (Governo Civico) lancia un appello alla comunità. “Le Istituzioni devono intervenire affinché sia salva la vita di Assawi. Nelle prigioni sottoposte all’autorità israeliana, si sta negando il diritto elementare di conoscere il motivo per il quale si è incarcerati Il conflitto Israelo-palestinese continua a produrre i suoi orrori. L’occupazione militare, la sottrazione delle risorse idriche e produttive, il terrorismo, e un gigantesco muro che, come un serpente, divide le città e le case”.
Samer Issawi, palestinese, 34 anni, è sotto custodia delle autorità israeliane dal 7 luglio 2012. Dal 1° agosto di quest’anno è in sciopero della fame in segno di protesta contro il rifiuto della commissione militare israeliana di spiegare a lui, o al suo avvocato, le ragioni della sua detenzione. Ha minacciato inoltre di non sottoporsi agli esami medici previsti dal servizio penitenziario israeliano. Dopo 200 giorni di digiuno lo stato di salute di Issawi appare preoccupante.
“La sua vita è in grave pericolo – ha dichiarato Federica Battafarano – questa sua lunga agonia avviene nel silenzio della stampa internazionale. La sua lotta si inserisce in una battaglia più ampia, quella dei prigionieri palestinesi che da sempre protestano contro la detenzione amministrativa, che prevede l’incarcerazione a tempo indeterminato senza capi d’accusa né processo per generici motivi di sicurezza, e contro le inumane condizioni di vita a cui sono costretti i detenuti palestinesi nel sistema carcerario israeliano. Questo regime rappresenta uno stato di privazione totale dei diritti umani per migliaia di detenuti. Se le autorità israeliane non possono presentare prove a supporto delle accuse pendenti contro questo uomo, deve essere immediatamente rilasciato e curato”.
“A Roma è stato organizzato un sit-in per il prossimo giovedì 21 febbraio, dalle ore 17.00, sotto la sede della Croce Rossa Internazionale, in via Toscana 12. Dobbiamo partecipare numerosi. Questo è un appello ad alzare la voce, Non possiamo accettare che un uomo muoia di fame. Dobbiamo pretendere diritti uguali per tutti. Ora. Perché non è più tempo di restare a guardare”.


