Ali di carta si presenta come un percorso intimo che mette al centro la parola come strumento di attraversamento dell’esperienza. L’impianto è dichiaratamente lirico, ma con una componente visiva molto marcata che richiama, a tratti, certe atmosfere di Prévert per semplicità e immediatezza, pur mantenendo una matrice più sentimentale e diretta. L’autore costruisce immagini dense, spesso legate alla natura e al corpo, creando un sistema simbolico che si ripete e si rafforza nel tempo. In poesie come “Desiderio” o “Amare” si coglie una tensione costante tra idealizzazione e impulso, tra contemplazione e fisicità, con passaggi come “ardo come fenice al tuo tocco” che sintetizzano bene questa dualità. Il ritmo è irregolare ma coerente, alternando componimenti brevi a strutture più articolate, mantenendo sempre una forte riconoscibilità. Il lavoro complessivo restituisce l’immagine di un autore che ha trovato una propria direzione espressiva e che la porta avanti con convinzione, senza cercare compromessi. È un libro che non si impone con artifici, ma con una presenza costante, quasi silenziosa, che cresce pagina dopo pagina.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.