In “Vengeance Day” c’è tutto: dolore, energia, voglia di farsi sentire. Gli Aporia usano la musica per raccontare esperienze personali e collettive, trasformando il disagio in potenza creativa. Un singolo che segna l’inizio di una carriera con l’ambizione di parlare anche a chi non ha voce.

Il titolo “Vengeance Day” è molto forte. Perché avete scelto questa espressione e cosa simboleggia per voi?
È la sintetizzazione del desiderio di rivalsa che la canzone rappresenta, l’abbiamo scelto proprio per essere d’impatto e significativo.
Quali emozioni volete evocare nel pubblico quando ascolta il vostro singolo?
Vogliamo evocare nei nostri ascoltatori il senso di speranza che tutti meritano e soprattutto far sentire la forza interiore per poter ribattere e non sentirsi esclusi.
Quanto vi ha influenzato il contesto sociale attuale nella scrittura e produzione del brano?
Il tema di Vengeance Day è senza tempo, ma il contesto sociale in cui siamo tutti è un grande esempio di come le persone vengano oppresse e ignorate, crediamo che il nostro messaggio possa essere d’impatto proprio in questo periodo.
Credete che l’alternanza tra ballad e aggressività sia la cifra stilistica degli Aporia?
Non obbligatoriamente. Noi crediamo che una canzone si sviluppi a prescindere da regole o pregiudizi. Perciò una canzone può trarre beneficio da questa alternanza o, viceversa, può essere più azzeccato in altri casi un approccio diverso.
Qual è stata la sfida più grande nella realizzazione di questo progetto?
La nostra sfida, o per meglio dire, quello a cui auspicavamo, è stato cercare di creare un prodotto di qualità con un budget limitato. È stato il nostro primo approccio e abbiamo fatto attenzione a cercare persone affidabili che lavorassero in modo ottimale, e così è successo sia per la produzione del singolo che per il videoclip, il make-up e i costumi di scena.
In che modo la vostra musica può dare voce a chi non riesce a farsi ascoltare?
La nostra musica aiuta chi ha bisogno di sapere che è giusto lottare, soprattutto per se stessi e per non sentirsi soli, ma uniti nel tentativo di rivalsa.


