La band ufficializza il primo lavoro discografico evidenziando una maturità artistica decisamente fuori dal comune. Una ricerca stilistica e di generi che, per essere un esordio, cattura l’attenzione sin dal primo ascolto. L’album, registrato al Legend Studio con Mauro Matteucci, contiene otto canzoni scritte nel corso degli ultimi due anni e rappresentano il dualismo tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.

Da dove nasce l’ispirazione per questo nuovo EP?

Dalla necessità di dare voce a tante emozioni e pensieri accumulati con il tempo. E la valvola di sfogo che meglio conosciamo è fare musica.

L’album nasce dalla volontà di esprimere il dualismo tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è. Credete che questo sia fra i drammi dell’uomo moderno? Se sì, perché?

Riteniamo che sia una conseguenza dei tempi moderni, fatti di una vita accelerata al 100% e in cui abbiamo sempre meno spazi da dedicare alla conoscenza di noi stessi.

Con il brano “Ora qui” avete lanciato la linea che avrebbe seguito l’intero EP. Credete che i demoni che infettano l’anima di ognuno siano solo interiori o possono nascere anche dalle situazioni esterne?

I nostri demoni amano e prendono forza dalle situazioni esterne. E ti convincono che siano il bene per questo poi quelle stesse situazioni sono così difficili da allontanare.

La riflessione finale dell’ultimo singolo “Niente” vuole trasmettere qualche messaggio particolare? Vi è una sorta di speranza?

Una sorta di ricerca. Ripartire nella speranza di capire finalmente che posto avere nel mondo. È una sfida quasi impossibile ma già il provarci è un bel passo avanti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.