
La guerra in Medio Oriente, spaventa anche gli investitori, con crolli importanti, pari al 70%.
Il 2023 aveva già precedentemente mostrato, prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente, un calo di investimenti, rispetto al precedente anno 2022. Anche i rincari e gli aumenti rapidi dei barili di petrolio con i prevedibili aumenti del trasporto di gas ed energia elettrica non si sono fatti attendere e la storia degli anni ’70, ci hanno insegnato in maniera negativa, che il triplicarsi dei prezzi, nelle passate guerre avvenute sempre nelle medesime regioni, avevano portato l’economia in grave repressione. L’aumento delle materie prime ha da sempre causato l’inflazione e le banche centrali, come abbiamo già visto durante l’inizio della guerra tra Russia ed Ucraina, aveva portato anche un rialzo dei tassi, con un possibile taglio dei tassi fissi, che era previsto per il 2024, che porterebbe ad una ulteriore politica monetaria di restrizione. Le previsioni finanziarie per i prossimi dodici mesi, a parte un gravoso aumento dal punto di vista petrolifero anche per le sanzioni ancora in atto a causa della guerra tra Russia ed Ucraina e la conseguente riduzione della produzione di petrolio.