Arrivano le prime dichiarazioni e i ritrovamenti dei corpi degli ostaggi israeliani deceduti.

La Jihad islamica palestinese ha comunicato che Katzir Hanna, la donna di 76 anni apparsa anche nei primi video, dall’inizio della guerra in Medio Oriente, rapita il 7 ottobre scorso -il cui marito era stato già ucciso durante l’attentato-, sarebbe morta per complicazioni dovute ad uno stato di salute fragile. Immediato era stato l’appello per la liberazione della donna (madre di 3 figli e nonna di 6 nipoti), per motivi umanitari. La donna, viste le problematiche di salute cagionevoli, doveva assumere quotidianamente dei medicinali “salvavita”, che non erano disponibili. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ha fatto sapere che una delle sue dipendenti, sarebbe stata uccisa, insieme al proprio figlio di 6 mesi e ad altre 50 persone che si erano rifugiate nella casa dei genitori della donna. Dima Abdullaif Mohammed Alhaj aveva 29 anni e da 4 anni lavorava con l’Oms. Il segretario della difesa degli Stati Uniti d’America, Lloyd Austin, ha avuto un colloquio telefonico con il collega israeliano Yoav Gsllsnt, per discutere della necessità di evitare a tutti i costi l’escalation della violenza nella regione, ma anche l’importanza di aumentare gli aiuti umanitari a Gaza.