di Luca Marrone
Busto Arsizio. Delusione tra familiari e parti civili per la condanna a trent’anni anni inflitta a Davide Fontana, processato per l’omicidio di Carol Maltesi, la ventiseienne uccisa a martellate nella sua abitazione di Rescaldina (Milano) e fatta a pezzi. L’accusa aveva chiesto l’ergastolo. La sentenza, giorni fa, è giunta dopo sette ore di camera di consiglio, i giudici di primo grado non hanno riconosciuto l’aggravante della premeditazione, dei motivi abbietti e delle sevizie.
“È una vergogna, mia nipote l’ergastolo lo ha avuto a vita, così come sua madre e il mio nipotino.” Questo il commento della zia di Carol Maltesi, Anna. “Lascio tutto nelle mani di Dio, è una vergogna, ci aspettavamo l’ergastolo, anche se a mia sorella non interessava, perché tanto niente le riporterà Carol.” “Con tutto quello che succede”, ha aggiunto, “tra dieci anni sarà fuori e potrà rifarsi una vita, mia nipote di 26 anni non torna più.”
Il delitto risale all’11 gennaio 2022, secondo la Procura l’uomo ha agito per motivi legati alle scelte della donna: la giovane – con cui aveva avuto una relazione e con cui continuava a collaborare alla realizzazione di materiale hard da diffondere via OnlyFans – gli aveva da poco confidato l’intenzione di trasferirsi a Verona, per stare più vicino al figlioletto di sei anni, avuto da una precedente relazione.
Con un falso profilo su OnlyFans, riferisce RaiNews, Fontana avrebbe richiesto a Carol (nome d’arte, Charlotte Angie) di filmare una scena “custom bondage”, nella quale lei avrebbe dovuto essere legata a un palo da lap dance, incappucciata e imbavagliata. Secondo l’accusa, si sarebbe in tal modo trovata nell’impossibilità di difendersi. L’uomo l’avrebbe quindi colpita a martellate in testa e sgozzata, avrebbe sezionato il cadavere in diciotto parti, collocandole in un congelatore acquistato su Amazon. Alla fine marzo, avrebbe quindi tentato prima di bruciare i resti in un barbecue, abbandonandoli in seguito in un dirupo. Per settimane, dal cellulare di Carol, lo stesso aveva risposto ai messaggi di parenti e amici, fingendosi lei.
Fontana, riportano gli organi di stampa, ha sempre dichiarato che l’atto di violenza fosse ascrivibile a un gioco erotico finito male, in seguito al quale lui aveva perso il controllo. In sede processuale, dopo la confessione dell’uomo, la difesa ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche. Ridimensionati, nella sentenza, anche i risarcimenti: assegnati 180mila euro al figlio, 20mila al padre del bimbo e 100mila euro ai genitori.
Fonte immagine: https://www.fanpage.it/milano/omicidio-carol-maltesi-si-cercano-risposte-nei-computer-della-vittima-e-di-davide-fontana/