di Michel Emi Maritato

La Banca Centrale Europea, secondo l’impostazione dell’allora Ministro per le Politiche europee Paolo Savona, deve diventare, come tutte le altre Banche centrali, il prestatore di ultima istanza e dunque il garante dei debiti pubblici. 

La Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nel 2019, presentata al Parlamento il 24 dicembre 2018, era di una chiarezza assoluta: “Quanto a ESM, l’Italia sarà favorevole ad iniziative volte a migliorare l’efficacia degli strumenti esistenti, rendendone possibile l’utilizzo ed evitando l’attuale effetto stigma. Si opporrà tuttavia all’affidamento all’ESM di compiti di sorveglianza macroeconomica degli Stati membri che rappresenterebbero una duplicazione delle competenze già in capo alla Commissione europea. In questo contesto il Governo intende lanciare un dibattito sui poteri e le prerogative della banca centrale Europea, con particolare riguardo al ruolo di prestatore di ultima istanza e alla politica dei cambi. In questa prospettiva assumerà tutte le iniziative utili per dare vita ad un Gruppo di lavoro ad alto livello che esamini la rispondenza della architettura istituzionale europea vigente e della politica economica con gli obiettivi del trattato istitutivo”.

Il Ministro Savona, che si dimise dall’incarico l’8 marzo 2019, aveva esplicitato la necessità di trasformare l’ESM in uno strumento volto ad assicurare la stabilità, riducendo il costo degli interessi sui debiti pubblici, come quello italiano.La carenza di safe asset europei vista la rarefazione di Bund per via della riduzione del debito pubblico tedesco e degli acquisti operati con il Qe; il conseguente dirottarsi degli abbondanti risparmi europei verso i Treasury bond, che non solo sono safe asset globali ma soprattutto garantiscono più alti rendimenti; la necessità di ridurre il peso di titoli sovrani rischiosi nei bilanci delle banche, avviando a soluzione un problema che crea tensioni nelle relazioni politiche europee ed evitando l’introduzione di rigidità nella gestione dei portafogli bancari.

La proposta di Savona era precisa: “L’emissione di safe asset non richiederebbe un nuovo accordo intraeuropeo essendo già nei poteri dello European Stability Mechanism. Si dovrebbe solo stabilire sul piano tecnico il suo funzionamento per rispettare i tre capisaldi indicati (la natura sovranazionale; la piena responsabilità nazionale dei debiti contratti; la loro concessione legata a una politica decisa di comune accordo). Il raggiungimento di un siffatto consenso invierebbe il messaggio che, attraverso la circolazione senza asimmetrie o vincoli del risparmio europeo, si muove un passo verso un’Unione capace di affrontare i nodi la cui mancata soluzione le fanno perdere consenso”.

Il MES, emettendo safe asset europei, titoli assai richiesi dagli investitori quanto carenti sul mercato, avrebbe spuntato rendimenti assai inferiori a quelli pagati correntemente dall’Italia sulle sue emissioni, azzerando dunque il maggior onere derivante dallo spread sui Bund. Riversandone il ricavo al nostro Tesoro, a fronte delle garanzie sopra indicate, si sarebbe ridotto drasticamente il peso degli interessi sul nostro debito, che è l’unica ragione per cui da tempo immemorabile si determina il deficit del bilancio, per la sola quota non accollata all’avanzo primario, che va ad accrescere continuamente il debito. Il deficit verrebbe azzerato ed il debito calerebbe immediatamente, senza bisogno di politiche pesantemente restrittive.

Gli indirizzi che erano stati individuati nella Relazione programmatica per il 2019 in ordine alla rinegoziazione del MES sono stati disattesi sia nell’ambito dell’Eurogruppo del 13 giugno che nel Consiglio dei Ministri del 21 giugno.

Il testo della “Bozza di Riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è stato presentato alle Camere dal Ministro dell’economia e delle finanze solo il 9 agosto, ed assegnato alla Commissioni competenti solo il 10 settembre: ben tre mesi dopo la sua definizione.

L’Unione Europea sta perdendo potere,innanzi a Russia e Stati Uniti,sara’ l’inizio di una nuova guerra fredda?

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