Il nuovo disco di Ruggero de I Timidi si intitola “Giovani Emozioni”. Un bellissimo video in rete e il tour nei teatri italiani.
Ci si chiede spesso quale sia il limite tra comicità e spessore, non dico poetico ma sicuramente estetico e cantautorale. Diciamo che questo confine si assottiglia sensibilmente nell’ascolto di questo disco che pare aver messo assieme la grande canzone d’autore e quel piglio di ironia intelligente che Andrea Sambucco ci ha dimostrato in questi anni di carriera. Cabarettistica ma anche cantautore e musicista nei panni del suo alter ego Ruggero de I Timidi. E proprio parlando di lui, di Ruggero che spesso si pensa subito alla facile ironia sul sesso, quello immediato, quello che veicola ovvie risate di circostanza e – spesso banali, lasciatemelo dire – vie di uscite per portare a casa battute e numeri di cabaret, soluzioni che ormai consideriamo la norma nel teatro italiano. Ma, tornando a Ruggero, non è affatto tutto questo, anzi: al leader dei fantomatici I Timidi ormai si deve associare anche un senso estetico raffinato e un sottile sottotesto sociale. “Giovani emozioni” è un disco che parla di noi, parla di smagliature di questo vivere quotidiano e che attraverso l’immediatezza del sesso, spesso, restituisce le zone d’ombra, smaschera le ipocrisie e da un bel calcio al perbenismo di facciata. Ma la vera chicca, oltre alla stampa in vinile, è la forma canzone che attinge sfacciatamente dai grandi classici della canzone d’autore. Da Paolo Conte, Rino Gaetano, De Gregori, Concato e tanti altri… Ruggero de I Timidi li cita e contestualmente ne rapisce atmosfere e mood modificando il tutto a propria immagine e somiglianza. E l’operazione viene svolta in modo assolutamente efficace: un omaggio non solo di melodia ma anche di costume, simulandone suoni e soluzioni in modo impressionante come nel bellissimo singolo “La canzone dell’estate” dove viene rievocato il grande maestro Franco Battiato. Insomma “Giovani emozioni” è un disco che annienta questa distanza tra cabaret e canzone d’autore. Certo non siamo davanti alla poesia di protesta ne tantomeno alle canzoni dal linguaggio innovativo: siamo di fronte a del pop quotidiano ma realizzato con tanto gusto e pregiato mestiere. E poi ovviamente si ride, con il solito sesso… ma si ride… e questo fa bene alla vita.


