Comunità ebraica sdegnata per la gaffe del sindaco
“Sindaci e politici ci hanno abituato a tutto ma quanto verificatosi con Virginia Raggi supera ogni possibile immaginazione. Per primo il ritardo con cui si è unita al dolore di tutto il Paese, presenziando ai funerali delle vittime del sisma di Amatrice e dintorni soltanto in seconda battuta. Poi l’infortunio occorso con le condoglianze alla Comunità ebraica di Roma che assume la connotazione di un caso diplomatico che non getta la Capitale nel ridicolo soltanto perché i vertici della Comunità sono personalità di buon senso”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “La scomparsa di Settimio Piattelli, uno degli ultimi testimoni della Shoah, morto sabato all’età di 95 anni, ha visto una testimonianza di cordoglio da parte del Comune con un comunicato a scoppio ritardato”, commenta Maritato. Peccato però che il sindaco, o chi per lei, in un successivo tweet dell’account ufficiale di Roma abbia scambiato persona, postando a corredo del messaggio la foto di Adriano Ossicini, medico coetaneo di Piattelli ma ancora in vita. Si tratta del geniale inventore di un morbo inesistente, il morbo K, spacciato alle SS tedesche come altamente contagioso, tenendole lontane dall’ospedale Fatebenefratelli dove Ossicini esercitava, salvando molte vite umane. Uno scivolone incommentabile cui ci auguriamo che Raggi rimedi porgendo le sue scuse”, chiosa il presidente.
Ufficio stampa AssoTutela


