“L’intervento della Questura nello stabile privato occupato dai rifugiati del Corno d’Africa deve essere solo il primo passo. Dentro quello stabile c’è la scabbia e la Asl Roma B, nell’indifferenza più totale del Campidoglio, credeva di risolverlo fornendo vestiti puliti agli ospiti della struttura. Una situazione che evidenzia come la città non abbia il polso della situazione. Roma non può permettersi di ospitare uno stabile del genere, in un periodo storico di terrorismo internazionale e la presenza di rifugiati politici non giustifica un ghetto di quel genere, esplosivo da un punto di vista sociale, sanitario e di sicurezza. E’ un bene che le forze dell’ordine siano intervenute nello stabile di via Collatina a Tor Sapienza. Anche grazie alle nostre segnalazioni e quelle del comitato di quartiere qualcosa si è mosso, seppure tardi ed in modo non sufficiente a risolvere una situazione esplosiva che deve essere assolutamente disinnescata con uno sgombero totale dei luoghi”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, in merito ai controlli odierni effettuati dalla Questura di Roma presso lo stabile di via Collatina n. 383
“Già a settembre scorso denunciammo il fatto che lo stabile di via Collatina era divenuto il punto di riferimento per coloro che, provenienti dall’Africa, tentano di raggiungere gli altri stati europei al di fuori dei percorsi istituzionali di accoglienza. La Asl Roma B affermò di aver rilevato, già nel 2014, numerosi casi di scabbia in un edificio nel bel mezzo di un quartiere residenziale tra fabbriche, negozi, scuole, giardini e palazzi. La questione della scabbia e della tbc è nota nel quadrante est della Capitale e non è accettabile che si possa continuare a tollerare una situazione di quel genere e non mi sorprende che ci siano delle irregolarità, considerando che sono quasi due mesi che nei cassetti della scrivania del presidente della Regione Lazio Zingaretti giace una mia interrogazione in cui viene rappresentato questo ed altro”. Conclude Santori


