Di Francesco Moresi
La Roma esce con le ossa rotte al Camp Nou, rimediando l’ennesima figuraccia europea, contro il Barcellona stellare di Messi e Co. guidato da un Luis Enrique che nel suo piccolo si riprende così la rivincita personale contro coloro che 3 anni fa ne chiesero a gran voce le dimissioni dalla panchina giallorossa. Ancora una volta i capitolini subiscono un passivo importante, non più sette gol come accaduto contro lo United e contro il Bayern Monaco ma sei gol, che sarebbero potuti essere molti di più se non fosse stato per gli errori sotto porta di Neymar e degli altri attaccanti blaugrana. Nonostante la pesante battuta d’arresto i giallorossi rimangono in piena lotta per la qualificazione, agevolati dal pareggio tra bate Borisov (prossimo avversario della Roma) e Bayer Leverkusen, che di fatto lascia invariate le posizioni delle squadre nel girone.
LA PARTITA – Forse appagati dalla notizia del pareggio tra le altre due squadre che compongono il girone, forse impauriti sin dall’inizio nell’affrontare la squadra, ad oggi considerata la più forte del pianeta, i giallorossi hanno dimostrato sin dal primo minuto un approccio sbagliato al match, concedendo il solito palleggio ai blaugrana, facendosi a più riprese sorprendere tra le linee. Garcia pur invocando calma e tranquillità, oltre che un pressing più efficace, non ha potuto fare altro che assistere alla resa totale dei suoi che dopo 45 minuti erano già sotto di 3 gol. Nella ripresa il tecnico francese, inserendo Iturbe ha cercato di modificare l’assetto tattico, togliendo Nainggolan, unico diffidato, per preservarlo nella partita finale e decisiva contro il Bate Borisov. I cambi non hanno però modificato lo spartito del match e il Barcellona ha dilagato con Messi segnando altre tre reti. Sul sei a zero prima del fischio finale c’è stato tempo per un rigore fallito da Dzeko e per il gol della bandiera, firmato dallo stesso bosniaco all’ultimo secondo, che di fatto ha sancito la fine del match fissando il risultato sul 6-1.
UNA MENTALITA’ DA PROVINCIALE – Partendo dal presupposto che il Barcellona ad oggi è la squadra più completa e probabilmente la più forte del pianeta, è inaccettabile però arrivare al Camp Nou e rinunciare a giocare, lasciando di fatto le sorti del match ai blaugrana che hanno dominato in lungo ed in largo. In campo tra i giallorossi mancava un leader in grado di dare la scossa necessaria ai suoi. Ci ha provato Dzeko, che ha lottato più degli altri. Emblematico è l’unico cartellino giallo per i giallorossi. Ciò sta a significare che in campo non c’è stata quella grinta necessaria e quella concentrazione che andavano messe per affrontare una gara di questo spessore. La Roma non è nuova a queste imabrcate e questo mette nuovamente in risalto la mancanza di quella mentalità europea che è necessaria per competere con le migliori in Champions. Sicuramente grandi colpe ha anche il nostro campionato di Serie A, una volta considerato tra i migliori, oggi invece nettamente inferiore ad altri campionati europei.