“Al Governo Renzi darei un 4, anzi anche meno per l’operato in certi settori. La sua riforma del lavoro ha portato a compimento quella iniziata da Berlusconi. I dissidenti del PD? Dovrebbero avere il coraggio di andare fino in fondo”.

Sergio Cofferati è intervenuto stamattina ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del Format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.  

 L’ex sindaco di Bologna ha commentato l’attuale situazione politica italiana a pochi giorni dalla Festa del Lavoro: “Il Primo Maggio resta uno straordinario appuntamento per ricordare i problemi di chi lavora e di chi vorrebbe farlo ma non ha questa possibilità. Il Jobs Act è una brutta legge, regressiva, toglie diritti alle persone. La flessibilità non ha mai risolto il problema del lavoro“.

 Nel 2002 per manifestare contro la riforma del lavoro che stava per essere varata dal Governo Berlusconi, l’allora leader della CGIL Sergio Cofferati portò in piazza, a Roma, milioni di persone: “Berlusconi all’epoca si fermò, non arrivò mai ad intervenire direttamente sullo Statuto, cosa che poi ha fatto la Fornero, appoggiata dal Pd, e che poi ha completato Renzi con il Jobs Act. Se il Pd ha tradito il suo elettorato? Diciamo che non ha corrisposto a delle aspettative e soprattutto a delle esigenze che una parte dell’elettorato aveva manifestato sul tema dei diritti. Non amo la parola tradimento, ma lo scostamento tra i valori ai quali faceva riferimento il Pd e le politiche concrete che ha messo in atto è semplicemente clamoroso. C’è ancora un patto tra Renzi e Berlusconi? Lo vedremo, è giusto nutrire qualche sospetto. Il problema non è un dialogo con l’opposizione, ma la mancanza di trasparenza”.

 Con il Governo Renzi Cofferati è particolarmente duro: “Gli darei una grossa insufficienza. La situazione è difficile ma il governo non ha fatto le cose che andavano fatte per rilanciare l’economia. Mancano politiche di sviluppo, i numeri sulla disoccupazione, ad esempio, lo dimostrano. Da uno a 10 gli darei un 4, ma bisognerebbe suddividere il tutto per capitoli, perché ad esempio sul tema dei diritti gli darei anche di meno”

 Lo stato di salute del Partito Democratico secondo Cofferati è allarmante: “L’impressione che ho è che ci sia un abbandono progressivo da parte di tante persone. Persone che se ne vanno, senza dar vita ad altre organizzazioni, ma che semplicemente non si iscrivono, si chiudono in un isolamento, in una solitudine da cui poi sarà difficile farle uscire. Basti pensare a cosa è accaduto in Emilia Romagna, il calo verticale del tesseramento corrisponde ad un calo ancor più forte della partecipazione al voto. Il Pd si deve preoccupare seriamente”.

 Con i dissidenti, però, Cofferati appare particolarmente critico: “Chi nel Pd non condivide la linea politica del partito dovrebbe cercare di essere coerente tra quello che dice e quello che fa. Se non si è d’accordo in Parlamento poi non si può sempre votare a favore per ragioni che diventano sempre più difficili da comprendere. Anche con il coraggio di far cadere il Governo e di tornare a votare? Quando non si arriva mai fino in fondo I cittadini hanno la sensazione che si faccia una battaglia per ragioni diverse da quelle che sono state dichiarate e questo non va bene”.

 Sulla legge elettorale: “Credo che ci saranno dissensi, ma che alla fine Renzi andrà avanti perché ha legato tutto alla legge, a tal punto da lasciar intendere che questa legge gli serva non per arrivare al 2018 ma per arrivare al 2016, anno nel quale si potrebbe votare. Questa legge elettorale è brutta, adesso siamo ad un passaggio molto delicato. L’uso della fiducia su una legge con queste caratteristiche è un vulnus che potrebbe provocare tensioni che nell’immediato futuro avrebbero solo ricadute negative”.

Quando era sindaco di Bologna, Cofferati usò le ruspe per sgomberare le baracche abusive presenti nella zona del Lungoreno. Oggi lo rivendica con orgoglio: “Quelle persone che togliemmo dalle baracche vennero portate in un edificio che aveva le caratteristiche di un albergo e per la prima volta vennero messe in condizione di vivere degnamente. Questa azione di grande solidarietà venne travisata volutamente da chi avrebbe voluto lasciarli lì per fare un’azione fintamente caritatevole, per dare la sensazione della trasgressione. Salvini mi ha copiato invocando le ruspe? No, noi abbiamo dato un tetto a quelle persone, lui non l’avrebbe mai fatto. Ma un certo tipo di sinistra buonista e radical chic può inevitabilmente agevolare Salvini e il salvinismo. Questo rischio si è visto in più di un’occasione. Le regole devono essere rispettate da tutti, la sinistra deve fare rima con solidarietà, ma la solidarietà non è contraria alla legalità.

Una battuta sulla Camusso: “Con lei ho un rapporto normale, di amicizia”. E sull’eventuale azione politica di Landini: “Non credo voglia occuparsi direttamente di politica, è un ottimo sindacalista e deve continuare a fare il sindacalista. La sua idea di mettere assieme le associazioni di rappresentanza è ottima. Questa è la strada da intraprendere. La sinistra deve ripartire dai propri valori. Prima vengono i valori, le politiche per realizzarli arrivano dopo”.

AUDIO INTERVISTA http://www.radiocusanocampus.it/podcast/?prog=1517&dl=2951

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