Dall’11 al 18 aprile prossimi alla Torre Diomede del Moro, ci sarà la mostra personale di Roberta Papponetti dal titolo “La cocce de San Dunate” con omaggio a Modesto della Porta, indimenticato poeta originario di Guardiagrele (Ch).
L’inaugurazione ci sarà sabato 11 aprile alle ore 18.
L’artista francavillese porterà 15 opere pittoriche ispirate alle proprie emozioni, sensazioni, ascolto del suo cuore.
Un evento importante organizzato dalla Vittorina Castellano, la ha permesso di esporre le opere nella prestigiosa ed importante Torre di Diomede, ricca di storia e di leggende.
Le opere che verranno esposte da Roberta Papponetti sono Trabocchi, mare, il Ponte del mare di Pescara, paesaggi campestri, una mostra, una storia, un racconto narrato dall’artista stessa, che in questi ultimi anni ha esposto in molteplici location di pregio opere artistiche di qualità e di lodevole portata.
La mostra sarà narrata e curata dalla stessa autrice delle opere, Roberta Papponetti, con “Emozioni, sentimento, core“.
L’artista porterà anche opere di Poesipittura (corrente che unisce alle immagini le parole o meglio la poesia: un dipinto che si ispira alla poesia e la poesia scritta fisicamente nel dipinto), di cui è la responsabile regionale e di cui abbiamo anche parlato in passato.
Roberta Papponetti ha iniziato la propria attività pittorica nel 1990 con il “Dopolavoro Ferroviario”.
Nonostante la sua giovane età l’artista vanta un curriculum ricco ed importante caratterizzato da selezioni a bandi di concorso a livello nazionale ed internazionale che le danno lustro.
Ha avuto delle esposizioni in Musei importanti come il Museo Ignazio Cerio di Capri e la Galleria delle Cornici di Venezia.
Inoltre ha partecipato alla Villa Fondi a Sorrento, alla Biennale di Palermo, a L’Ercole di Brindisi e alla Trienale Internazionale di Arte Moderna, inoltre con le sue opere sarà presente nell’ambito delle iniziative collaterali al Festival di Sanremo.
L’elemento principale dei suoi dipinti è il Trabocco, sospeso tra cielo e mare come a sfidare entrambi in un labirinto di pali e passerelle.
Alla base della sua opera c’è sempre la ricerca.


