di Fabio Camillacci
Ormai siamo al “fantacalcio” all’italiana. I bachi del sistema, prima o poi, porteranno al collasso il pallone de noantri. I vivai sfornano tanti giovani pronti per il grande salto, purtroppo le squadre di Serie A preferiscono puntare sui calciatori maturi (se non “vecchi”) e soprattutto sui giocatori stranieri. E così, non esistendo le cosiddette squadre B delle grandi (come accade ad esempio in Spagna), i ragazzi che escono dai settori giovanili finiscono in un coacervo di prestiti e comproprietà (formula contrattuale abolita l’estate scorsa). L’altra faccia della medaglia (assurda) è rappresentata dalle rose extra-large. In Premier League e nella Liga spagnola invece è imposto il tetto a 25 calciatori per club. Curiosità: illimitati gli under 21 per gli inglesi e gli under 23 per gli spagnoli. Inghilterra e Spagna dunque hanno aderito al meccanismo delle liste Uefa. Questa è una strada che la Lega di Serie A dice di voler intraprendere presto, magari già dalla prossima stagione. Speriamo si diano una mossa.
Il presente intanto è a dir poco preoccupante. I dati sono spaventosi. Michel Emi Maritato, presidente dell’associazione Assotutela denuncia: “Nel biennio 2011-2013, le movimentazioni in A sono state ben 2533 (di cui 1308 prestiti), ovvero: il doppio della Premier League (1169 con 534 prestiti) e tre-quattro volte di più della Liga (739-275), della Ligue 1 francese (680-161) e della Bundesliga tedesca (655-183). Questo significa che nel nostro Paese a livello di calciomercato ci sono tanti scambi senza apparente passaggio di soldi. Tutto ciò ovviamente per la gioia dei procuratori sportivi, le cui commissioni, in Italia, sono state pari a 58 milioni di euro nella stagione 2010-2011. Solo l’Inghilterra ci precede in questa classifica (86 milioni il fatturato dei manager). Per il resto, l’Italia è davanti a tutti: Spagna (46), Germania (38) e Francia (36)”.
L’esterofilia del calcio italiano. “Nello stesso biennio preso in esame sopra, cioè il 2011-2013- aggiunge Maritato di Assotutela– nessun altro club ha speso quanto hanno speso quelli italiani in Sudamerica: 158 milioni di euro contro i 73 dei francesi, i 48 degli inglesi, i 22 degli spagnoli e i 13 dei tedeschi. A questo punto la riflessione nasce spontanea: la grande mole di trasferimenti di calciatori nonostante un mercato afflosciato dalla crisi economica globale, ci dice che in Italia c’è una fetta di torta del calciomercato che in realtà risponde più a logiche da “fantacalcio” che da calcio vero e proprio”. E le plusvalenze? E le minusvalenze? Ne parleremo la prossima volta, in “Pallone gonfiato Capitolo IV” (sotto i link dei due capitoli precedenti della nostra inchiesta).
Intanto, vi diamo appuntamento su Teleromauno (canale 271 del digitale terrestre) per la terza puntata de “L’Asso nella manica”. Il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato illustrerà i dati che spiegano il triste momento del calcio italiano. Super ospite: il re dei procuratori, l’avvocato Dario Canovi.
https://www.ventonuovo.eu/sport/29272-pallone-gonfiato-capitolo-i-assotutela-basta-col-doping-amministrativo
https://www.ventonuovo.eu/sport/29464-calcio-pallone-sgonfiato-capitolo-ii-assotutela-hanno-fatto-un-autentico-scempio-del-pallone