di Tiziano Manna
Curata da Andrea Viliani e Alessandro Rabottini, la mostra Preface/Prefazione è un’ampia retrospettiva di metà carriera dedicata all’artista libanese che, sin dai primi anni 2000, si è imposto come una delle figure più autorevoli sulla scena artistica del Medio Oriente.
L’allestimento al piano terra comprende opere che nascono dall’interesse dell’artista per l’arte islamica e fanno parte di un progetto iniziato nel 2007 dal titolo Scratching on Things I Culd Disavow [Appunti su cose che potrei ritrattare] sul rapporto tra luoghi dell’arte, interessi politici e istituzioni del mondo arabo. Al secondo piano la mostra prosegue con una selezione di opere di The Atlas Group (premio Hasselblad 2011), un progetto cui l’artista si è dedicato dal 1989 al 2004 per indagare e documentare la storia contemporanea del Libano attraverso la produzione e la raccolta di materiale audiovisivo focalizzato in particolare sulle guerre libanesi dal 1975 al 1990.
Per coloro che sono attratti dall’aspetto estetico-documentaristico la parte più interessante risulterà quella costituita dai materiali provenienti dagli archivi di Beirut e New York, al secondo piano dove le opere restituiscono al visitatore una ricerca formale nata dall’intenzione di mostrare uno spaccato storico attraverso frammenti che, alla fine del percorso, diventano un racconto. Per gli appassionati della “lettura” è consigliato il piano terra, dove le opere vengono “svelate” dalle generose didascalie che ne descrivono le relazioni con la ricerca dell’artista.
Un’esposizione dalle molteplici tematiche, indivisibili e riportate come un “copia e incolla” dal comunicato stampa ai vari articoli nel web: «l’incidenza della guerra in un contesto pubblico e privato, la veridicità del documento storico, le dinamiche che presiedono alla formazione della memoria individuale e collettiva, la natura intima dell’esperienza artistica a confronto con l’influenza pervasiva della politica e dell’economia e il ruolo dei musei oggi, con particolare riferimento al contesto arabo». In mostra al museo MADRE di Napoli fino al 19 gennaio 2015.

