di Sara Lauricella

I diritti delle persone diversamente abili sono ben regolati dalla legge ma c’è chi li interpreta con una certa fantasia e mette la propria personale opinione al di sopra di quella di una commissione medica pubblica. Vi riporto il racconto di una “tranquilla” giornata di una famiglia con una ragazza diversamente abile (G.A.) che vorrebbe semplicemente accedere ad uno stabilimento termale nelle immediate vicinanze di Roma. I genitori della ragazza si preoccupano con anticipo di telefonare e chiedere rassicurazioni sia sulla presenza di eventuali barriere architettoniche che sulle modalità di accesso e di pagamento della ragazza H e dell’accompagnatore. La struttura afferma di non avere problemi di barriere e di applicare il prezzo ridotto per il disabile e l’entrata gratuita per l’accompagnatore così come previsto per legge per i disabili gravi. La famiglia si reca nei giorni successivi presso lo stabilimento termale per passare una tranquilla giornata e per un momento di relax per la propria disabile ed inizia il problema. Poco dopo aver pagato l’ingresso la famigliola si accorge che i conti non sono esatti e ritornano dal cassiere il quale annuncia al nucleo familiare che il disabile paga ridotto e l’accompagno prezzo intero perché l’impiegato della cassa ha stabilito che la ragazza “non è disabile grave perché non è su sedia a rotelle” benché abbia consistenti e visibili problemi di deambulazione. La famiglia si trova costretta ad esibire il certificato di invalidità (dove tra l’altro è anche indicato che la ragazza è disabile grave a norma della legge 104, articolo 3, comma 3-cioè il più alto grado di disabilità) e l’impiegato alla cassa ribadisce che avevano dato indicazioni errate al telefono mentre era corretta la modalità di pagamento, ma che comunque avrebbe provveduto a rimborsare il biglietto di accompagno. Bene, la situazione si è conclusa che la famiglia ha, giustamente, chiesto il rimborso di tutti i biglietti e se ne sono dovuti andar via per non avere altri problemi, i diritti della ragazza disabile sono stati molto poco legalmente calpestati, la persona alla cassa si è arrogata il diritto di ritenere le proprie competenze mediche superiori a quelle di una commissione di invalidità e la tranquilla e salutare giornata per il nucleo familiare si è trasformata in un giorno di mortificazione e di arrabbiatura. Ricevere questo tipo di segnalazioni è sempre una gran dolore per tutti coloro che lottano per i diritti dei disabili e delle loro famiglie ed un’amara constatazione di quanta strada ci sia da fare, da parte di alcune persone, per una adeguata conoscenza delle benché minime nozioni legali, senza considerare la totale assenza di valori quali il rispetto e l’umanità. Questi avvenimenti vanno raccontati… è un dovere sociale ed un impegno per il miglioramento della nostra società.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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