di Valentina Lupia

Sono stati recuperati dai vigili del fuoco, i corpi dei due operai morti ieri mattina nell’impianto di compostaggio Kyklos, di proprietà di Acea, presso Aprilia. Entrambi della provincia di Viterbo, di 44 e 42 anni, i due autotrasportatori dipendenti di una ditta esterna si erano recati come di consueto a lavoro e, pare senza alcuna protezione, stavano cariando alcuni camion di percolato. Proprio in quel momento i due uomini avrebbero accusato un malore a causa dei miasmi della sostanza: uno ha perso i sensi, cadendo dal camion (circa due metri d’altezza), l’altro è morto all’interno del mezzo. Giunti con l’allarme di intossicazione, gli uomini del 118 hanno tentato una rianimazione dei due corpi, il cui tentativo purtroppo si è rivelato vano. Poco dopo, sul posto anche le forze dell’ordine di Latina, Asl, Arpa e il magistrato. Stando a quanto emerso dai primi accertamenti, pare che l’impianto sia in realtà sicuro e in regola, cosa che però ha comunque obbligato a circoscrivere l’area per ulteriori approfondimenti. Alle persone di passaggio, per tentare di prevenire il pericolo di contaminazione, è stato chiesto di munirsi di mascherina o di provvedere a coprirsi naso e bocca con maglie. Si ipotizza dunque che le esalazioni possano provenire dall’autocisterna e non, come detto, dall’impianto, che produce concimi organici derivanti dalla lavorazione della parte umida della raccolta dei rifiuti. Non è stato escluso che anche altri operai possano essere intossicati. E intanto i corpi dei due operai sono sotto sequestro giudiziario, in attesa dell’autopsia clinica, che confermerà o meno che gli uomini siano stati uccisi dalle esalazioni del percolato. Nel frattempo la procura di Latina ha aperto un fascicolo.

Immediati i commenti dall’alto. In una nota il Quirinale fa sapere che “il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con profonda tristezza la notizia del tragico incidente” ed esprime condoglianze ai familiari delle vittime. Proprio come il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Si tratta di una morte inaccettabile e sono certo che la magistratura farà piena luce. A nome di tutta la giunta e dei cittadini della regione mi unisco al dolore delle famiglie dei due”. E conclude, come rimbalza sui social network da tutto il giorno, che “tragedie come questa non devono ripetersi più”. Abbondano commenti e opinioni, post e immagini sui gruppi Facebook e su Twitter. “Non so a voi, ma a me l’idea che nel 2014 si possa morire sul lavoro per incidenti come quello di oggi fa veramente rabbia”, scrive Claudio F. “Due morti sul lavoro ad Aprilia. Non abbassare la guardia, anche se gli incidenti sono diminuiti, la prevenzione deve restare altissima”, twitta Stefano D., mentre non mancano frasi con toni più vivaci, come quella di Gio G., “ Mi sale il sangue al cervello quanto mi vengono a parlare ancora di incidenti come se fossero fatalità”.

Valentina Lupia

Romana e amante di Roma, collabora con la cronaca di Roma de la Repubblica e con il magazine online di gastronomia Scatti di Gusto.

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