(fonte: vistasulpalco.altervista.org)

di Elena Sparacino

Si sono aperte su TicketOne mercoledì 23 luglio le prevendite dell’unica tappa italiana del cult The Rocky Horror Show, a 100 giorni dall’inizio dell’attesissima tournée europea. Dopo ben 10 anni di distanza dai palcoscenici, lo spettacolo approderà a Milano – in concomitanza con l’apertura dell’Expo – dal 5 al 17 maggio 2015 sul palco del Teatro della Luna. Amatissimo dal pubblico fin dal suo debutto nel 1973 al Royal Court di Londra, celebrerà nel 2015 anche i 40 anni dall’uscita del film (The Rocky Horror Picture Show, 1975). Per la gioia dei grandi amanti del musical l’allestimento, prodotto dal colosso tedesco BB Promotion Gmb, uno dei maggiori punti di riferimento del live entertainment europeo (curato in Italia da Murciano Iniziative), sarà in lingua originale. Il prezzo del biglietto, comprensivo di prevendita, varierà tra i 36 e i 69 euro.

Performato per la prima volta nel 1973, il Rocky Horror fece da subito scalpore per il suo carattere disinibito e peccaminoso, relegato celermente agli spettacoli notturni; nasceva come omaggio ironico e rock all’horror di serie B e alla fantascienza (fin dal tema d’apertura, Science Fiction Double Feature, è costellato di citazioni cinefile), scritto da un allora giovane attore, Richard O’Brien, come passatempo per occupare le sere d’inverno, coniugando le sue passioni cinematografiche con il rock and roll anni Cinquanta. L’opera, sebbene non vista di buon occhio dai benpensanti, fu subito amata da quella parte di pubblico che si lasciò accattivare dal suo tratto comico e affascinare dai suoi tratti liberali: si trattava di un invito a liberarsi dalle frustrazioni sessuali per lasciarsi trasportare dai propri desideri (“Don’t dream it, be it”, come recita il claim dello show), passando anche attraverso temi allora inediti e tabù come il travestitismo, originariamente destinato a essere meno prominente di quanto – anche grazie alla straordinaria interpretazione del “sweet transvestite” Tim Curry – avrebbe finito con l’essere. Le performances divennero celebri anche per il loro carattere che sfondava la cosiddetta “quarta parete”, coinvolgendo il pubblico in modo attivo e assolutamente spontaneo; la tradizione si estese, dopo l’uscita dell’adattamento cinematografico due anni più tardi, anche alle proiezioni, che si tramuterono in veri e propri spettacoli trasformando i cinema in Rocky Horror House DOC. Il pubblico riviveva in sala la “miscela di commedia, eros e parodia horror a ritmo di rock”, ricreando uno “spettacolo nello spettacolo”: mentre sullo schermo veniva proiettato il film, attori appositamente travestiti erano impegnati a riproporre dal vivo le scene del film, contagiando a breve anche il pubblico ‘plebeo’. Per moltissime battute dei protagonisti è stata instituita infatti una contro-battuta che il pubblico urla in risposta, secondo un vero e proprio copione (denominato Audience Participation Guide, in breve APG) redatto dai fans più fedeli.

È questo quello che accade nel cinema Mexico, una delle ultime Rocky Horror House ufficiali (vi fece visita lo stesso O’Brien, ne restano 5 in tutto il mondo), salvato dalla chiusura nel 1975 proprio grazie allo spettacolo. In un’intervista Antonio Sancassani, proprietario e gestore dello storico cinema di via Savona che dal 1981 ospita il Rocky Horror Pictures Show live, racconta di essersi «proposto di prenderlo in affitto dalla società per cui allora lavoravo, che gestiva una decina di cinema a Milano, tra cui appunto il Mexico. Allora era un cinema di periferia, proiettava due film al giorno di genere “leggero” e cominciava a risentire pesantemente della nascita delle televisioni private. Io, che desideravo avere una sala tutta mia, accettai questo incredibile salto nel buio. […] Mi accorsi che non c’era nessuna sala a Milano che includesse nella programmazione film musicali. Così, quando quasi per caso finii con l’imbattermi nella visione del Rocky Horror Picture Show ne rimasi folgorato e decisi di proiettarlo, nonostante il film (uscito nel 1975) fosse stato un flop clamoroso al botteghino americano». Di fatto, da quel momento il film venne proiettato con successo per un intero anno, tutti i giorni. Fino a quando il signor Sancassini non si lasciò a sua volta ispirare da una sequenza del film Saranno Famosi, di Alan Parker, in cui i protagonisti si davano appuntamento al Rocky Horror Show, partecipando alle proiezioni intenti a dialogare con lo schermo. «In quel momento ho capito perché ciclicamente al cinema venivano dei ragazzi americani che, durante la visione della pellicola, dialogavano con lo schermo. All’inizio non capivo e pensavo fossero solo dei disturbatori poi, osservando loro e il film, capii che quello era solo una modalità di visione. Del resto il Rocky Horror si adattava a questa forma di performance perché nasceva come musical teatrale. In quel momento mi chiesi: perché non posso fare anche io a Milano quello che fanno gli americani?». Fu così che la sua strada si incrociò con un giovane Claudio Bisio, a quei tempi studente alla scuola di recitazione del Piccolo Teatro, al quale propose di inscenare il saggio di fine anno – proprio il Rocky Horror Show – nella sala: neanche a dirlo, si trattò di un successone! Fu così che la moda fu perpetrata nel tempo, fino a rendere celebri ancora ai giorni nostri i venerdì “Rocky Horror” al Mexico.

Un’occasione decisamente unica per lasciarsi trasportare e sconvolgere dalla folle parata guidata da Frank-N-Furter, un sempreverde tumulto interiore in balia tra ego e superego, e scatenarsi al ritmo del Time Warpagain. Vi azzardate a rischiare la vostra innocenza?

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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