(fonte: nukethefridge.com)

“Al povero Ben Affleck non è mai stato realmente perdonato il flop di Daredevil”: ho subito pensato questo, quando sorsero le polemiche in risposta all’annuncio che il mascelluto attore di Armageddon e Pear Harbor fosse stato scelto per vestire i panni del Cavaliere Oscuro (primo shock!) in un sequel di Man of Steel, che prevedeva Superman fronteggiare nientemeno che Bruce Wayne nei panni del suo alter ego mantellato (turbamento totale!). L’uscita di Batman v. Superman – Dawn of Justice, inizialmente prevista per il 17 Luglio 2015, sarà il 6 Maggio 2016, posticipata per consentire ai realizzatori “tempo per realizzare pienamente la loro visione, data la natura visiva complesso della storia”. 

Come siamo arrivati a osare tanto? Nel giugno 2013, fu annunciato che il regista Zack Snyder e sceneggiatore David S. Goyer sarebbero entrambi tornati per un seguito de L’Uomo di Acciaio monitorato da Warner Bros; per amor di verità, Goyer aveva già firmato un contratto per tre film, che includeva Man of Steel, il suo sequel, e un film Justice League (previsto per maggio 2017) in cui figurasse – di contratto – anche Superman. Nel luglio 2013, giunse la conferma anche di Zack Snyder, che irruppe con la turbolenta dichiarazione che il film sarebbe stato caratterizzato dal primo team-up cinematografico tra Superman e Batman; a ispirarlo, il fumetto di The Dark Knight Returns (sebbene abbia chiarito che il film non si sarebbe basato sulla graphic novel), che pare abbia anche influenzato il nuovo costume dell’Uomo Pipistrello per questo episodio. È inoltre plausibile ci sia lo zampino di Affleck nell’ingaggio del premiato sceneggiatore di Argo, Chris Terrio, in luogo di Gover (impegnatosi in altri progetti).

In un’intervista a Forbes, Snyder aveva ammesso che l’idea di rivisitare Bruce Wayne lo aveva sfiorato fin dalle prime fasi di pianificazione, spiegando che, però, la presenza del personaggio non era una scusa per rinnovare la trama, quanto una reale ricerca di un degno avversario per Clark Kent: «Dopo aver terminato Man of Steel abbiamo iniziato a parlare di quello che sarebbe accaduto nel prossimo film, e ho iniziato sottilmente suggerito che sarebbe bello se avesse affrontato Batman. Nella prima riunione, è stato come “Forse Batman?”. Magari alla fine del secondo film, della Kryptonite che viene consegnata a casa di Bruce Wayne, o qualcosa del genere. Come in un modo criptico, poiché è la prima volta che lo vediamo. […] Il problema è che, una volta che lo dici ad alta voce, allora è un po’ difficile tornare indietro, giusto? Una volta che si dice “E se fosse Batman?”, poi ti rendi conto che “Okay, questa è una grande idea. Che altro?”. Voglio dire, cosa dici dopo? […] Ma io non ho intenzione di dire a tutti che quando ho accettato il lavoro per fare Man of Steel l’ho fatto in un modo sovversivo per arrivare a Batman». Snyder aggiunse che stava ancora progettando di prendere gran parte della sua ispirazione per il personaggio – impostato per essere interpretato da Ben Affleck – dal succitato fumetto di Frank Miller, con l’obiettivo di “evocare una stimolante risposta emotiva da parte degli spettatori”. «Batman v. Superman […] ci insegna riguardo noi stessi», ha detto il regista. «Penso che Batman – ora, dopo il film di Chris (Nolan, n.d.r.) e il modo in cui viene presentato attraverso la sua storia cinematografica – abbia questa licenza di entrare nel nostro mondo ed essere un vero personaggio e non un semplice cartone animato, ed è in grado di parlarci circa il modo in cui viviamo e la nostra società, la sua moralità si muove con noi». Le riprese sono state avviate il 19 ottobre 2013, presso l’East Los Angeles College, con una partita di football americano tra Gotham City University e la rivale Metropolis State University. Alla fine del mese, iniziò la costruzione della fattoria dei Kent.

L’amabile Ben non è, tuttavia, l’unico volto fumettisticamente noto assoldato per questo kolossal: ricordate il nevrotico e mellifluo Mark Zuckerberg ritratto nel 2010 da Jesse Eisenberg in The Social Network? Ecco. Pensatelo ora a capo di una grossa multinazionale (non richiede troppo sforzo) e senza nemmeno il bisogno di radergli i capelli: avete ottenuto il nuovo e attesissimo Lex Luthor, villain per eccellenza fin dagli esordi di Clark Kent. L’attore infatti, che interpreterà il viziatissimo rampollo nel film, è stato visto aggirarsi – secondo Batman News – per le scene girate nella LexCorp con tutta la sua folta chioma riccioluta e biondo scura; c’è da dire che questi set sono destinati alle scene dei primi minuti del film, ragion per cui il giovane Luthor potrebbe perdere i capelli man mano che la storia si sviluppa. Anche perché il disattendere anche a un simile dettaglio potrebbe costare caro a Snyder, già uso agli stravolgimenti dell’iconografia classica, da parte dei diffidenti cinecomic in trepida attesa del celeberrimo cranio pelato. Sarebbero trapelati anche altri dettagli, relativi la caratterizzazione del personaggio: «Luthor ha dei manierismi da schizzato, come un ventenne che beve bevande energetiche tutto il giorno». Secondo una fonte di Comicbook.com , Holly Hunter interpreterà un senatore degli Stati Uniti che fin dalle prime sequenze avrà modo di scontrarsi con il giovane Lex, «un viscido uomo d’affari che scatenerà il nostro disprezzo. […] Odierai questo ragazzo. Non vedrai l’ora che Superman gli dia un sacco di botte una volta imboccata la via del male. È arrogante e sicuro di sé perché fa così bene quello che fa. È un miliardario che sa di avere più potere del senatore e dell’uomo del Congresso perché è un miliardario». Infine, l’attrice giapponese Tao Okamoto (The Wolverine) sarà Mercy, l’assistente di Luthor esperta nel combattimento corpo a corpo.

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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Di Elena Sparacino

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