Intervista al popolare attore Francesco Montanari

Intervista al popolare attore Francesco Montanari, ospite di FalComics 2026 per il Pop Screen Fest.

Francesco Montanari è stato ospite lo scorso 15 maggio a Falconara Marittima della quinta edizione di FalComics, la nave ammiraglia della flotta C.F.C. Comics Festival Community organizzato da L.E.G. Live Emotion Group in stretta collaborazione con il Comune di Falconara Marittima.  L’attore, uno dei più apprezzati del panorama contemporaneo italiano, è arrivato al successo con l’iconico ruolo del “Libanese” in “Romanzo Criminale – La Serie” e da quel momento per lui è stato un continuo crescendo con ruoli di primaria importanza fra i quali quelli in “Squadra Antimafia”, “I Medici” e la recente serie Netflix, che tanto ha fatto parlare, “Maschi Veri”.

Per lui anche tanto teatro con registi come Giorgio Albertazzi, Valerio Binasco e Luciano Melchionna. Ha vinto anche prestigiosi premi quale quello di miglior interprete maschile al Cannes International Series Festival per “Il Cacciatore”.  Nonostante la pioggia, il talk in piazza Mazzini, ha registrato un bel successo con il pubblico che, per l’occasione, è stato ospitato sul palco. Il popolare attore è stato intervistato da Andrea Morandi, coordinatore artistico del Pop Screen Fest, “festival nel festival”, una delle grandi novità di FalComics 2026. Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Francesco Montanari prima che salisse sul palco di Piazza Mazzini.  

Intervista al popolare attore Francesco Montanari che ieri è stato ospite di FalComics 2026 a Falconara Marittima

“Un Futuro Aprile” è il nuovo film che andrà su Rai 1 del quale sei protagonista. Di cosa si tratta?

“È la storia della strage di Pizzolungo del 2 aprile del 1985 in cui morirono una madre (Barbara Asta) con i suoi due bambini gemelli anziché un magistrato, Carlo Palermo, con la sua scorta. Un attentato della mafia proprio a Carlo Palermo, che interpreto io nel film: ci fu un errore di chi premette il detonatore e scoppiò la macchina vicina e non quella che era il vero obiettivo.

La figlia Margherita sopravvisse perché era a scuola. Da quel momento iniziò una tragedia nella tragedia: la bambina rimasta in vita non riusciva a decifrare il fatto che quanto successo non era colpa del magistrato. Lei vedeva le cose così: ‘Doveva morire lui, perché  invece sono morti mia madre e i miei fratelli?’. Ne viene fuori una storia di sensi colpa e ossessioni. Il mio ruolo? Un uomo che fa i conti con il fatto che era pronto a tutto, ma non a quello che gli è successo. Un ruolo amletico: un uomo che vede prendere il sopravvento da questo fantasma, di ossessione e sensi di colpa, fino a che non lascerà la magistratura”.

Tu reciti molto anche in teatro: cosa ha di diverso dal cinema?

“Ho sempre pensato che il palcoscenico sia la palestra degli attori. Io faccio un teatro di prosa. Come disse Denzel Washington ‘Io sono un attore teatrale prestato all’audiovisivo’: mi rivedo molto in questo. La recitazione per me è una: quella convincente e quella che non lo è. Io faccio un teatro naturalistico. Nel meccanismo dell’audiovisivo tu sei un ingranaggio dentro una grande macchina. In teatro, nel momento in cui si apre il sipario, tutto sta agli attori. Io dirigo un teatro anche con il mio socio Davide Sacco, produco teatro”.

Il ruolo che ti ha regalato la grande popolarità fra il pubblico è Il Libanese in ‘Romanzo Criminale’: quanto ti inorgoglisce averlo interpretato e quanto invece magari ti fa male essere identificato con quel personaggio?

“È stata la mia prima esperienza importante: fu una cosa molto nuova per l’epoca!”  

Progetti per il futuro?

“La seconda serie di ‘Maschi Veri” su Netflix però non so quando uscirà. Sto vagliando altre proposte e cercando di fare la mia opera prima da regista. Ci sarà ancora tanto teatro”.

In foto: Francesco Montanari con il sindaco di Falconara Marittima Stefania Signorini

(foto gentilmente concessa da Falcomics 2026)

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

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