Boldrini - Legge elettorale, primo sì all'Italicum Patto tiene ma tempi più lunghiLa Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Sel, M5S e Fratelli d’Italia. Spuntano tra i 20 e 30 franchi tiratori. Si riprende in Aula l’11 febbraio. Renzi: “Bene, abbiamo tenuto”. Alfano: ”Sia protagonista o non si va avanti”.
Primo passo della riforma elettorale. La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità all’Italicum presentate da Sel, M5S e Fratelli d’Italia. Il patto sulla legge elettorale ha sostanzialmente tenuto. Sebbene ci siano stati franchi tiratori. Tra i 20 e 30. Un segnale certamente, ma al momento contenuto. Tanto che Matteo Renzi può dirsi soddisfatto. “Bene così, avanti tutta”, è stato il commento del segretario del Pd da Firenze.

Tuttavia, ora è sui tempi che si concentra l’attenzione. Dopo il voto sulle pregiudiziali e l’avvio della discussione generale sugli emendamenti, l’aula tornerà a lavorare sull’Italicum infatti da martedì 11 febbraio. Pd e Forza Italia avrebbero voluto accelerare. Il presidente dei deputati del Pd, Roberto Speranza, con l’appoggio del collega di Forza Italia, Renato Brunetta, aveva chiesto che già la prossima settimana iniziassero nuovamente i voti. Ma di fronte all’opposizione di Scelta civica e non essendo stata quindi raggiunta la maggioranza richiesta, la presidente Laura Boldrini ha deciso di mettere la questione all’ordine del giorno appunto l’11 febbraio.

Una decisione che è piaciuta ai parlamentari più vicini a Renzi. Scrive Angelo Rughetti su Twitter: “La discussione sulla legge elettorale è rinviata all’11 febbraio. La palude prova a risucchiare chi vuole cambiare. Il Pd non deve mollare la presa”. Gli emendamenti potranno essere presentati fino al giorno prima e Boldrini ha anche deciso un contingentamento dei tempi di 22 ore, il più ampio di questa legislatura. E’ stato inoltre triplicato il numero degli emendamenti che potranno essere segnalati dai gruppi.

I numeri a favore dell’Italicum, almeno nel primo voto, sono stati solidi. I no alle pregiudiziali sono stati 351 a fronte di soli 154 sì. Le opposizioni hanno reso comunque tumultuosa la mattinata di lavori. M5S, Lega, Sel e Fdi in apertura di seduta hanno chiesto il ritorno in commissione dell’Italicum chiedendo che venisse ripetuto il voto sul mandato al relatore. “La votazione si è tenuta, è stata assolutamente regolare, non è stato impedito ai colleghi di entrare in commissione”, ha replicato il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Francesco Paolo Sisto (Fi).

La richiesta di tornare in commissione è stata respinta. Una decisione di fronte alla quale Lega e M5S hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. La Lega ha spiegato le ragioni della sua protesta in una conferenza stampa. “Non potevamo che mettere in atto un’azione non violenta e pacifica come quella dell’abbandono dell’aula – ha detto Giancarlo Giorgetti, capogruppo Lega Nord alla Camera – perché non si può tacere quanto sta avvenendo alla Camera che è di una gravità inaudita: qui non siamo né in Corea del Nord né, con tutto il rispetto per il parlamento ucraino, in Ucraina, qui siamo in Italia e non è stato garantito ad alcuni deputati di poter votare in commissione sulla legge elettorale. E il presidente della Camera doveva essere garante della possibilità di votare”.

Anche i deputati del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i lavori dell’Aula di Montecitorio. “Non ci renderemo complici di questo scempio”, ha detto Giuseppe Brescia in aula. I grillini mentre era in corso l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità hanno organizzato una protesta in aula sventolando un fazzoletto bianco.

I 5 Stelle, tra l’altro, hanno presentato un emendamento alla legge elettorale sul conflitto d’interessi nel quale si elencano un serie di cariche incompatibili con quella di parlamentare. Per quanto riguarda l’opposizione, inoltre, anche Sel è pronta a dare battaglia.

“Noi di Sel – ha detto Ciccio Ferrara – non ci fermiamo qui e continueremo a lottare contro questa proposta di riforma della legge elettorale incostituzionale e antidemocratica che porterà il Paese da un sistema bipolare a uno bipartitico, escludendo dalla rappresentanza parlamentare il voto di milioni di cittadini”.

Una battaglia che potrebbe incrociare anche pezzi della maggioranza. “L’Italicum è una legge elettorale che serve al Paese ed è una legge elettorale che è frutto di un accordo, che ha definito un impianto di fondo, ma secondo me – ha affermato Gianni Cuperlo, leader della minoranza Pd – ci sono correzioni e miglioramenti che vanno apportati nel corso del dibattito parlamentare, sia alla Camera che successivamente anche al Senato, a partire dalla questione di meccanismo di lista bloccata che, nonostante introduca correzioni rispetto alle vecchie liste bloccate del porcellum, non restituisce ai cittadini il diritto di scegliere il proprio rappresentante”.

Intanto da Angelino Alfano è arrivata la sollecitazione a Matteo Renzi a farsi protagonista o ”non si va avanti”. ”Abbiamo fede – ha spiegato il ministro dell’Interno a ‘Zapping’, su RaiRadio1 – che con un contratto di governo si possano realizzare un bel po’ di cose positive nel 2014 per l’Italia e gli italiani. Occorre che Renzi sia protagonista della nuova fase del governo; se Renzi non è protagonista, noi non crediamo che si possa andare avanti. Il Pd dica con chiarezza qual è la strategia”.

Fonte: adnkronos.com

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