Ieri sui quotidiani locali è uscita la notizia della disapprovazione dell’ordine del giorno sul controllo dello sportello psicologico nelle scuole. Ma i quotidiani non hanno saputo cogliere i risvolti kafkiani della vicenda che mettono in luce la superficialità e mancanza di professionalità dei miei collegi consiglieri comunali eletti dai cittadini. È ora che i cittadini sappiano per chi hanno votato e in che modo certi politici talvolta portano avanti il loro mandato.
L’ordine del giorno che avevo presentato chiedeva solamente la creazione di un modulo informativo per i genitori al fine di renderli maggiormente partecipi e informati delle attività scolastiche, e come strumento di controllo da parte dei genitori volto a garantire ulteriormente l’indubbia trasparenza e professionalità della scuola trentina. L’Assessore con delega per le materie dell’Istruzione e sport, dottor Paolo Castelli, aveva svolto con diligenza il suo lavoro e aveva incontrato l’approvazione del Servizio Istruzione della Provincia di Trento che in data 4 ottobre 2013 (N. prot. 537465/13-S167/BES-NZ/26.6) aveva risposto favorevolmente alla proposta segnalando la collaborazione del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento e gli uffici competenti dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari. Nonostante l’unanime condivisione della proposta, il consigliere Luca Pisoni (psicologo di professione) è intervenuto cercando di seminare il dubbio che l’ordine del giorno nascondesse chissà quale intento nascosto di “svalutazione” della categoria degli psicologi e purtroppo i consiglieri, che per la stragrande maggioranza (come purtroppo spesso succede) non avevano seguito la discussione ed erano sicuramente altrove, hanno votato in ordine sparso causando la bocciatura di un dispositivo che andava a tutto vantaggio dei genitori, della scuola e soprattutto degli studenti. Il fatto stesso che il Sindaco e il Presidente del Consiglio Comunale, che avevano assistito e recepito l’intervento fin dall’inizio, abbiano votato a favore, è dimostrativo di come il voto non sia stato il frutto di un “colpo di mano” politico ma dell’incompetenza e superficialità dei consiglieri comunali.
Certo c’è il sospetto di un segnale di sfiducia verso l’Assessore da parte dei consiglieri dell’UPT che si sono astenuti, ma il voto a favore del Sindaco ci fa supporre che tale valenza “politica” non ci sia stata, data l’unanime approvazione da parte di chi aveva assistito a tutto il dibattito e si era informato seriamente sul dispositivo. Certo è possibile che Pisoni abbia influenzato con la sua figura confessata nell’intervento in aula di esperto in materia, gli ex compagni dell’UPT e degli ex compagni di maggioranza, ma tale azione poteva avere successo solo grazie alla superficialità di molti dei miei colleghi in consiglio comunale. Come spiegare ad esempio l’astensione del consigliere Vittorio Bridi della Lega Nord che almeno a parole si è sempre dichiarato favorevole a un maggiore controllo dei cittadini sulle istituzioni, certamente non aveva seguito la discussione perché è inconcepibile che si sia espresso contro i genitori (ricordo che un voto di astensione viene considerato come un voto contrario). E come spiegare il voto favorevole di Villotti Claudio e l’astensione di Tomasi Marco che sono dello stesso partito. I consiglieri del PT invece hanno votato astenuti a “testuggine” come purtroppo spesso avviene senza andare in profondità e cercare la verità e la sostanza assumendo dogmi spesso rigidi e precostituiti che non giovano al bene collettivo. Eccezion fatta per la collega Giugni e Maestranzi, che hanno sostenuto il documento nonostante siano forze di maggioranza, come spiegare, se non come superficialità e scarsa diligenza, il fatto che ben otto consiglieri che erano presenti non hanno nemmeno votato? Lo stesso risultato del voto con 10 voti favorevoli e 7 contrari e ben 13 astenuti è una dimostrazione di quanto sostengo.
Ricordo una lettera pubblicata dai quotidiani locali da parte di alcune “mamme fiduciose” che a fronte dell’esperienza portata a casa dopo aver assistito ad una adunanza del Consiglio comunale il cui tema trattava dei minori scrivevano: “..Molte invece le poltrone vuote, troppe le chiacchiere sul corridoio: elementi che denotano non solo la totale indifferenza alle delicatissime questioni trattate, ma che lasciano il comune cittadino profondamente deluso nelle aspettative. Sedute per ascoltare con attenzione e con rispettoso silenzio chi promette di lavorare in funzione del benessere collettivo, usciamo profondamente amareggiate, quasi incredule in verità, di fronte a tanta superficialità. Ciò che traspare è, oltre ad atteggiamenti di certo più consoni ad una fiera di paese che non ad un Consiglio Comunale, la mancanza d’ascolto attivo: lo sanno anche i bambini che chi non sta attento in classe non può pensare di riuscire poi a fare bene il proprio compito.”
I consiglieri comunali percepiscono 120 euro lordi come gettone di presenza. Certo non è un grosso importo ma comunque se lo intascano e hanno ricevuto il mandato dei cittadini di portare avanti le istanze della popolazione e di vigilare affinché siano garantiti ai cittadini servizi rispettosi delle normative vigenti. In questo caso il Consiglio comunale si è espresso contrariamente alla predisposizione di un modello informativo che fosse in linea con quanto stabilito dall’Ordinamento giuridico nazionale che con legge 28 marzo 2001 n. 145 ha ratificato a Oviedo il 4 aprile 1997 la Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina (consenso informato- Capitolo II (articoli da 5 a 9) che triste primato!!
F.to Gabriella Maffioletti


