Allestire nel territorio dei nove Municipi di Genova un piccolo campo nomadi, è questo il “folle” approccio che il Comune di Genova sta mettendo a punto per affrontare la questione degli zingari.
La proposta proviene dall’Assessore Elena Fiorini che rinunciando, per motivi economici, alla prassi degli sgomberi ha formulato il progetto di costruire, da Ponente a Levante, dei bei “campetti” per rispondere ai bisogni dei ROM, con buona pace dei residenti.
Alternativa Tricolore, che come da sempre affermiamo non è un movimento razzista né xenofobo, ricorda all’Assessore che esiste una legge comunitaria, che impone a tutte le città europee, qualora vi fosse il problema, di costruire i campi nomadi fuori dai confini urbani, cosa che a Genova è sempre stata disattesa, si è sempre preferito tollerare nelle municipalità baraccopoli, dove le condizioni igienico-sanitarie erano estremamente precarie, con grave danno alla salute.
Alternativa Tricolore propone che venga allestito nella periferia un unico campo punto di riferimento per le famiglie ROM, le quali a loro spese devono sostenere le utenze di acqua e luce, un unico campo che può essere sempre monitorato dalle forze dell’ordine, in quanto sappiamo bene gli usi e costumi delle popolazioni nomadi, la cui cultura di vita è il furto, lo sfruttamento di minori, il vagabondaggio cultura completamente lontana anni luce dalla nostra e difficilmente integrabile.
Riteniamo che questo sia l’unico approccio per risolvere il problema dei ROM, in modo tale che Genova abbia la capacità per rispondere a questo allarme sociale e per ripristinare una volta per tutte la legalità e la sicurezza dei residenti, tutto il resto è demagogia che rispediamo al mittente!
Dr. Mario Troviso
Coordinatore Provinciale di Genova


