Ci stanno portando al disastro perché questi signori ormai non ascoltano più la gente, non vanno più dal barbiere o dal parrucchiere, non parlano col giornalaio e con i negozianti, non frequentano i mercatini rionali e molto spesso nemmeno i supermercati e ascoltano solo la loro ristretta cerchia di persone fatta di scimmie ammaestrate che invece di coprirli di insulti li coprono di falsi complimenti. Si consolano nel sentirsi dire “quanto siete belli” “quanto siete bravi” mentre i forconi sono sempre di più dietro l’angolo.
Ora serve che Berlusconi faccia un passo indietro dichiarando il suo ritiro definitivo dalla politica. Lo stesso deve fare Bersani che non prende atto dei suoi errori e continua su una via scellerata. Solo lui crede che Grillo con i suoi, o con alcuni dei suoi, farà da sponda al PD o al PDL.
Il comico vuole la loro distruzione e vuole dimostrare proprio quello che Bersani sta facendo. Bersani sta dimostrando l’incapacità da parte della tradizionale classe politica di prendere decisioni utili per il Paese.
Il comico, in verità, è un lucidissimo politico che vuole le elezioni a breve termine, non vuole una nuova legge elettorale perché il porcellum gli permette di tenere sotto controllo il suo movimento e di ottenere un risultato elettorale che gli garantisca una maggioranza alla Camera e al Senato. Si tratta per lui, dal suo punto di vista, di guadagnare ancora qualche punto facendo perdere al PD e al PDL ancora 3-4 milioni di elettori.
Grillo non ha una visione riformista, la sua visione è determinista per cui la strada è già inevitabilmente tracciata. Secondo la sua visione, al destino non ci si può opporre perché tutto è già scritto. La crisi non solo non è finita, al contrario la grande bolla fatta di titoli tossici, di derivati, di Cds sta per esplodere. In effetti siamo di fronte ad una massa di 1 milione e 100 mila miliardi di dollari creati da questo sistema che ogni anno costano 100 mila miliardi di interessi.
Per mettere sotto controllo questa enorme bolla di “strumenti di distruzione di massa” serve un governo globale, un nuovo sistema monetario condiviso da tutti, nuove regole globali per la finanza che non conosce i vecchi confini degli Stati nazionali e le vecchie sovranità del singoli Paesi.
Serve sterilizzare le società di rating, i paradisi fiscali e contemporaneamente vanno varati programmi di riconversione industriale, di energie alternative, di grandi linee distributive intelligenti e di ricerche tecnologiche per accelerare processi già in atto e per combattere l’emergenza climatica.
Grillo crede che tutto questo non si possa fare con le riforme ma solo attraverso una grande rivoluzione, per il momento pacifica, ma che potrebbe diventare anche cruenta.
Serve insomma una nuova governance globale che può solo scaturire da un’enorme crescita della coscienza collettiva attraverso l’uso della rete. Purtroppo al momento ci sono Paesi che ragionano ancora con i vecchi schemi e le vecchie logiche del XIX e del XX secolo. Alcuni di loro, in particolare, credono di potercela fare da soli, mi riferisco a Stati Uniti, Germania e Cina.
Da questi nasce il pensiero dominante divenuto “pensiero unico” con il quale i difetti e le colpe del sistema vengono scaricati sulle spalle dei popoli rei di essere vissuti al di sopra delle loro possibilità. Per questa via il “pensiero unico” modifica i modelli di vita della gente, elimina, in nome dell’efficienza, milioni di posti di lavoro e sacrifica gran parte delle nuove generazioni. In questa fase riescono ancora a far credere che le colpe non sono della degenerazione del sistema ma delle cattive abitudini dei popoli.
Il “pensiero unico” diventa un imperativo morale per cui vi siete sentiti ripetere, ormai da anni, che siete vissuti al di sopra delle vostre possibilità e che dovete espiare facendo sacrifici.
Se a questo rispondete che ne avete già fatti vi diranno che ne dovete fare ancora perché la crisi sta per finire e si vede già la luce in fondo al tunnel.
Tutte balle, e questo ormai la gente lo sa, tutti ormai percepiscono che la crisi, non solo non è finita ma che il peggio deve ancora venire. Ormai sono in molti a capire che dal 2008 ad oggi non si sono affrontate le cause della crisi e che queste vanno risolte a livello globale. Insomma finora vi hanno fatto credere che il problema siete voi e non quel milione di miliardi di dollari di economia di carta fuori controllo. Dovete fare le riforme, dovete essere più efficienti, l’economia reale deve essere in grado di competere con le economie dei Paesi emergenti. Quello che non si dice che a fronte di questa economia di carta, quella reale, fatta di beni e di servizi, è di soli 70 mila miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo.
In Europa è prevalsa la dottrina per cui il vero problema non è il debito privato ma i debiti pubblici.
A fronte di un debito privato di 1 milione di miliardi di dollari la somma di tutti i debiti pubblici del mondo ammonta a soli 50 mila miliardi di dollari.
Questa è la grande menzogna e Grillo lo sa e aspetta che esploda la super bolle finanziaria dell’economia di carta e, nelle sue previsioni, questo è inevitabile e non ci sarà un governo globale prima del 2050.
Per questo è inutile cercare di convincere Grillo ad appoggiare una qualsiasi ipotesi di governo. Per lui qualsiasi percorso riformista a livello nazionale e a livello europeo non esiste né esistono forze progressiste in grado di opporsi con successo contro il “pensiero unico” della finanze e dei tecnocrati.
Se si vuole battere l’ex comico è tempo di uscire allo scoperto per battersi contro i vari nemici abbandonando gli inutili e logoranti tatticismi come quelli che ancora oggi avete messo in scena con il vostro teatrino politico.
Il comico vuole la loro distruzione e vuole dimostrare proprio quello che Bersani sta facendo. Bersani sta dimostrando l’incapacità da parte della tradizionale classe politica di prendere decisioni utili per il Paese.
Il comico, in verità, è un lucidissimo politico che vuole le elezioni a breve termine, non vuole una nuova legge elettorale perché il porcellum gli permette di tenere sotto controllo il suo movimento e di ottenere un risultato elettorale che gli garantisca una maggioranza alla Camera e al Senato. Si tratta per lui, dal suo punto di vista, di guadagnare ancora qualche punto facendo perdere al PD e al PDL ancora 3-4 milioni di elettori.
Grillo non ha una visione riformista, la sua visione è determinista per cui la strada è già inevitabilmente tracciata. Secondo la sua visione, al destino non ci si può opporre perché tutto è già scritto. La crisi non solo non è finita, al contrario la grande bolla fatta di titoli tossici, di derivati, di Cds sta per esplodere. In effetti siamo di fronte ad una massa di 1 milione e 100 mila miliardi di dollari creati da questo sistema che ogni anno costano 100 mila miliardi di interessi.
Per mettere sotto controllo questa enorme bolla di “strumenti di distruzione di massa” serve un governo globale, un nuovo sistema monetario condiviso da tutti, nuove regole globali per la finanza che non conosce i vecchi confini degli Stati nazionali e le vecchie sovranità del singoli Paesi.
Serve sterilizzare le società di rating, i paradisi fiscali e contemporaneamente vanno varati programmi di riconversione industriale, di energie alternative, di grandi linee distributive intelligenti e di ricerche tecnologiche per accelerare processi già in atto e per combattere l’emergenza climatica.
Grillo crede che tutto questo non si possa fare con le riforme ma solo attraverso una grande rivoluzione, per il momento pacifica, ma che potrebbe diventare anche cruenta.
Serve insomma una nuova governance globale che può solo scaturire da un’enorme crescita della coscienza collettiva attraverso l’uso della rete. Purtroppo al momento ci sono Paesi che ragionano ancora con i vecchi schemi e le vecchie logiche del XIX e del XX secolo. Alcuni di loro, in particolare, credono di potercela fare da soli, mi riferisco a Stati Uniti, Germania e Cina.
Da questi nasce il pensiero dominante divenuto “pensiero unico” con il quale i difetti e le colpe del sistema vengono scaricati sulle spalle dei popoli rei di essere vissuti al di sopra delle loro possibilità. Per questa via il “pensiero unico” modifica i modelli di vita della gente, elimina, in nome dell’efficienza, milioni di posti di lavoro e sacrifica gran parte delle nuove generazioni. In questa fase riescono ancora a far credere che le colpe non sono della degenerazione del sistema ma delle cattive abitudini dei popoli.
Il “pensiero unico” diventa un imperativo morale per cui vi siete sentiti ripetere, ormai da anni, che siete vissuti al di sopra delle vostre possibilità e che dovete espiare facendo sacrifici.
Se a questo rispondete che ne avete già fatti vi diranno che ne dovete fare ancora perché la crisi sta per finire e si vede già la luce in fondo al tunnel.
Tutte balle, e questo ormai la gente lo sa, tutti ormai percepiscono che la crisi, non solo non è finita ma che il peggio deve ancora venire. Ormai sono in molti a capire che dal 2008 ad oggi non si sono affrontate le cause della crisi e che queste vanno risolte a livello globale. Insomma finora vi hanno fatto credere che il problema siete voi e non quel milione di miliardi di dollari di economia di carta fuori controllo. Dovete fare le riforme, dovete essere più efficienti, l’economia reale deve essere in grado di competere con le economie dei Paesi emergenti. Quello che non si dice che a fronte di questa economia di carta, quella reale, fatta di beni e di servizi, è di soli 70 mila miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo.
In Europa è prevalsa la dottrina per cui il vero problema non è il debito privato ma i debiti pubblici.
A fronte di un debito privato di 1 milione di miliardi di dollari la somma di tutti i debiti pubblici del mondo ammonta a soli 50 mila miliardi di dollari.
Questa è la grande menzogna e Grillo lo sa e aspetta che esploda la super bolle finanziaria dell’economia di carta e, nelle sue previsioni, questo è inevitabile e non ci sarà un governo globale prima del 2050.
Per questo è inutile cercare di convincere Grillo ad appoggiare una qualsiasi ipotesi di governo. Per lui qualsiasi percorso riformista a livello nazionale e a livello europeo non esiste né esistono forze progressiste in grado di opporsi con successo contro il “pensiero unico” della finanze e dei tecnocrati.
Se si vuole battere l’ex comico è tempo di uscire allo scoperto per battersi contro i vari nemici abbandonando gli inutili e logoranti tatticismi come quelli che ancora oggi avete messo in scena con il vostro teatrino politico.


