“Futuro Incerto” di Cosimo Oppedisano vive di un paradosso interessante: affronta un tema enorme, complesso, difficile da racchiudere in tre minuti di pop, scegliendo però la strada opposta, quella della massima chiarezza. Non ci sono metafore oscure o immagini criptiche: il cielo è grigio, l’aria è sparita, i campi sono coperti di plastica. Il rischio di un simile approccio è quello di risultare fin troppo diretto, quasi didascalico in certi passaggi, ed è forse qui che il brano avrebbe potuto lasciare più spazio all’interpretazione personale di chi ascolta, magari affidando a un’immagine sola il peso di un intero concetto invece di elencare più elementi dello stesso disagio ambientale uno dopo l’altro nella stessa strofa. Detto questo, va riconosciuto che questa chiarezza è anche il punto di forza del pezzo: Cosimo Oppedisano, compositore che si è accostato alla scrittura di canzoni soltanto in età matura, scrive un testo che chiunque può comprendere al primo ascolto, senza bisogno di decifrare simboli o riferimenti nascosti. Il sound, plasmato da un arrangiatore esterno ingaggiato per l’occasione, resta pulito e lascia il testo sempre in primo piano. Il finale, che vira verso la speranza e la voglia di ripartire, chiude il brano con la stessa onestà diretta con cui è cominciato, confermando che la semplicità, qui, è una scelta precisa e non un limite. Chi cerca ambiguità o interpretazioni multiple potrebbe restare spiazzato, ma chi ascolta la canzone pop come veicolo diretto di un pensiero troverà in questo brano esattamente ciò che promette fin dal titolo.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.