Ci sono libri che si leggono e ci sono libri che si abitano per un po’. “Non lasciarmi mai indietro” appartiene alla seconda categoria, non perché sia perfetto, ma perché ha il coraggio di essere scomodo. Lorenza è un’assistente sociale giovane, insicura, trasferita a Chieti da Modena per un contratto a tempo determinato. Davide è l’uomo che non avrebbe dovuto incontrare: ex stella del basket italiano, su una carrozzella da cinque anni, con un carattere che tiene le persone a distanza con la stessa forza con cui le attira. Il loro incontro non è romantico nel senso classico del termine: è complicato, spigoloso, a volte fastidioso. Ed è esattamente per questo che funziona. Quello che sorprende di questo romanzo è la cura con cui Emiliana De Vico tratteggia il lavoro sul campo: i colloqui con le famiglie, le visite domiciliari, i casi che non si risolvono mai del tutto, le colleghe con cui Lorenza divide i fallimenti prima ancora dei successi. C’è dentro una conoscenza del lavoro di cura che non si inventa e che arricchisce il romanzo di una rara autenticità. Chieti, le sue strade, la circonvallazione, la Cattedrale di San Giustino: il paesaggio non è sfondo ma presenza viva. Il finale non risolve tutto, e non dovrebbe. Lascia aperta una speranza, non una certezza. Come nella vita vera, dove le cose belle costano qualcosa. Un libro da leggere senza fretta.


