
Non tutti i brani sul lutto funzionano. Molti si perdono nella propria emotività, altri sono così controllati da sembrare freddi. “Riesco ad incontrarti solo nei miei sogni” di Overcardano trova un equilibrio che non è scontato: emotivo senza essere sentimentale, diretto senza essere banale. La scelta di affidare al sogno la risposta alla domanda “dove sei” è poeticamente onesta, non una consolazione facile ma un dato di fatto che chiunque abbia perso qualcuno conosce bene. I sogni in cui si incontra di nuovo chi non c’è più sono reali quanto basta da far male, e il brano lo sa. Dal punto di vista della costruzione sonora, la chitarra di apertura ha un’immediatezza che funziona come un amo: non ti lascia uscire prima che il brano abbia detto quello che deve dire. I sintetizzatori entrano dopo, aggiungendo uno strato etereo che dialoga con la chitarra senza sovrastarla, costruendo quella dimensione sospesa coerente con il tema del sogno. Il ritornello ha la struttura di un mantra, ripetuto con intensità crescente. “Riesco ad incontrarti solo nei miei sogni”: quella parola “solo” è il nucleo di tutto, e il brano ci gira attorno senza mai perderla di vista. Vale l’ascolto, anche più di uno.


