Le esperienze britanniche, il confronto con generi differenti e il ritorno in Italia hanno contribuito a definire l’identità del cantautore sardo. Il singolo “Vorrei” offre l’occasione per rileggere una carriera costruita tra ricerca artistica e sensibilità narrativa.


Per comprendere la proposta musicale di Igor Mulas è utile partire da un elemento che ha caratterizzato profondamente il suo percorso: il confronto con ambienti culturali differenti. Il cantautore di origini sarde appartiene infatti a quella categoria di artisti che hanno costruito la propria identità attraversando esperienze formative lontane dal contesto musicale di partenza.

Il trasferimento a Londra, avvenuto quando aveva diciotto anni, rappresenta uno dei passaggi più importanti della sua biografia. Nella capitale britannica Mulas ha vissuto per oltre un decennio, entrando in contatto con una scena musicale internazionale caratterizzata dalla convivenza di linguaggi, tradizioni e sensibilità differenti.

Durante questo periodo ha studiato canto presso The City Lit, approfondendo generi che spaziano dal pop al rock, dal soul al jazz, fino all’opera e al blues.
Un ventaglio di esperienze che permette di comprendere la varietà dei riferimenti musicali presenti nella sua formazione.
L’incontro con questi linguaggi non deve necessariamente essere interpretato come una ricerca di contaminazione a tutti i costi. Piuttosto, rappresenta l’acquisizione di strumenti espressivi differenti, potenzialmente utili per affrontare esigenze interpretative e compositive diverse.

L’importanza della formazione internazionale

Londra ha rappresentato per Mulas anche il luogo nel quale iniziare a produrre professionalmente le proprie canzoni, collaborando con diversi arrangiatori.
Il contatto con il pop britannico e con l’ambiente multiculturale della città ha contribuito alla costruzione del suo profilo artistico.
Nel percorso di un cantautore, tuttavia, la formazione tecnica e l’esperienza internazionale acquistano pieno significato quando riescono a trasformarsi in una voce personale.
È proprio questo il passaggio che consente di collegare la biografia musicale di Mulas alla scrittura di “Vorrei”, composizione nella quale l’attenzione si concentra su una vicenda intima anziché sull’esibizione di una particolare appartenenza stilistica.
Il ritorno definitivo in Italia, alla fine del 2000, e il successivo trasferimento a Roma aprono una nuova fase della sua attività.
La partecipazione a manifestazioni come Sanremo Giovani, Castrocaro e Music Village si inserisce in un percorso discografico sviluppato attraverso pubblicazioni e collaborazioni.

Una discografia tra identità e sperimentazione

La produzione di Igor Mulas comprende tre album di canzoni originali: “Io sono Igor Mulas”, pubblicato nel 2009, “Tutto è giusto” del 2019 e “A un passo da me” del 2021.
A questi si aggiunge “Starlight”, album di cover in lingua inglese uscito nel 2021, nel quale l’artista affronta brani del repertorio internazionale a lui particolarmente vicino.
La presenza di un progetto dedicato alle reinterpretazioni costituisce un elemento interessante all’interno di una carriera cantautorale, perché evidenzia il rapporto tra la scrittura originale e l’eredità musicale assorbita nel corso della formazione.
Negli anni più recenti, la collaborazione con Stefano Di Carlo ha accompagnato diverse pubblicazioni, tra cui “Su Dimmi”, “Non è”, “Sì”, “Volare” e “Meno Male”, fino ai singoli del 2025 “Dimmelo tu” e “Lo so”.
Questa continuità produttiva suggerisce una volontà di sviluppare il progetto artistico attraverso un rapporto stabile tra autore e produzione.

“Vorrei” e il ritorno alla dimensione autobiografica

La nuova versione radiofonica di “Vorrei”, programmata dal 23 ottobre 2026, assume un significato particolare all’interno di questo percorso.
Il brano, già presente in “Tutto è giusto”, nasce infatti da un’esperienza personale precedente alla costruzione della carriera musicale: l’interruzione degli studi universitari di Giurisprudenza a Cagliari a causa di un problema alla vista.
Un episodio che aveva imposto all’artista una profonda riflessione sul futuro.
La canzone recupera quel momento, ma sceglie di affrontarlo attraverso il rapporto con le persone care, attribuendo agli affetti un ruolo centrale nella costruzione dell’identità individuale.
La nuova produzione di Stefano Di Carlo, descritta come essenziale ed elegante, intende valorizzare proprio questo aspetto narrativo.
Il videoclip, realizzato attraverso immagini di amici e familiari, contribuisce ulteriormente a collegare la composizione alla storia personale del cantautore.

Una sintesi tra esperienza e racconto

La vicenda artistica di Mulas dimostra come una formazione internazionale possa convivere con una scrittura interessata alla dimensione più intima dell’esperienza umana.
Le conoscenze musicali, i differenti ambienti attraversati e il confronto con generi diversi rappresentano il patrimonio sul quale un interprete può costruire le proprie scelte.
Con “Vorrei”, il cantautore privilegia però un elemento ancora più essenziale: la necessità di raccontare qualcosa che appartiene realmente alla propria storia.
La canzone diventa così il punto d’incontro tra un percorso artistico articolato e il desiderio di comunicare sentimenti riconoscibili.
Un ritorno discografico che invita a considerare Igor Mulas non soltanto attraverso le tappe della sua carriera, ma soprattutto attraverso il rapporto che continua a coltivare tra musica, memoria e identità personale.

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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

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