Timo Tolkki al Pocoloco di Paganica: il report di una serata dedicata al grande hard rock melodico degli Stratovarius.
Il chitarrista finlandese protagonista a Paganica, accompagnato da Alessio Pelizzi alla batteria, Francesco Caporaletti al basso, Titta Tani alla voce e Giuseppe Cioffi alle tastiere. In scaletta ovviamente i grandi classici degli Stratovarius e una sorpresa tutta nostrana con “L’italiano” di Toto Cutugno.
Il Pocoloco di Paganica, frazione dell’Aquila, ha ospitato una serata all’insegna dell’hard rock e del power metal con Timo Tolkki, chitarrista finlandese conosciuto soprattutto per il suo lungo percorso negli Stratovarius.
Un appuntamento rivolto agli appassionati di sonorità potenti, melodie trascinanti e assoli di chitarra, nel segno di una delle stagioni più importanti del metal europeo.
Timo Tolkki al Pocoloco di Paganica: il report del concerto
Tolkki ha legato indissolubilmente il proprio nome agli Stratovarious tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila contribuendo in maniera determinante alla definizione dello stile della band.
Un percorso artistico nel quale velocità, tecnica strumentale e aperture melodiche hanno trovato un equilibrio capace di conquistare ascoltatori in tutto il mondo.
Il concerto aquilano ha offerto l’occasione per ripercorrere alcune delle pagine più rappresentative di quel repertorio, attraverso una scaletta ricca di brani amati dai fan.
La backing band del chitarrista finlandese è stata chiamata a sostenere le strutture articolate dei pezzi, tra ritmiche incalzanti, passaggi strumentali e melodie vocali che hanno caratterizzato il sound degli Stratovarius.
Tolkki ha ripercorso la storia del gruppo power metal, alternando episodi particolarmente energici a composizioni più melodiche.
Tra i titoli proposti “Hunting High and Low” e “Paradise”
Tra i titoli proposti anche “Hunting High and Low” e “Paradise”, due canzoni che rappresentano efficacemente l’anima più immediata e coinvolgente degli Stratovarius.
Non sono mancati poi “Cold Winter Nights”, “Speed of Light” e “The Kiss of Judas”, brani nei quali velocità esecutiva e precisione ritmica assumono un ruolo centrale.
Spazio anche a “Phoenix” e “4000 Rainy Nights”, altre tracce che testimoniano la varietà espressiva della produzione degli Stratovarius.
La scaletta ha inoltre incluso “Visions” e “Stratosphere”, titoli particolarmente significativi per chi conosce la componente più tecnica e articolata della musica di Timo Tolkki.
Con “Father Time” il chitarrista ha deliziato i presenti ancora una volta con quella miscela di potenza e melodia che ha contribuito a rendere riconoscibile la band finlandese.
Uno dei momenti più attesi è stato rappresentato da “Forever”, composizione dalle atmosfere più intime e suggestive, capace di mettere in evidenza il lato emotivo dell’universo musicale Statovarius, eseguita con Elisa Magdalen Cardinali alla voce.
La sorpresa: “L’italiano” di Toto Cutugno
A sorprendere il pubblico è arrivata anche una scelta lontana dal consueto repertorio metal: “L’italiano”, celebre canzone di Toto Cutugno.
Il finale ha riportato quindi l’attenzione sulle sonorità più caratteristiche degli Stratovarius, grazie a “Eagleheart” e “Black Diamond”.
Quest’ultima, tra le composizioni più rappresentative del gruppo, è diventata negli anni un riferimento per gli appassionati di power metal.
Timo Tolkki ha portato al Pocoloco di Paganica una scaletta, molto apprezzata dal folto pubblico, che ha attraversato una parte significativa della storia del metal melodico europeo.
Per il pubblico abruzzese, l’appuntamento ha rappresentato un’occasione per ritrovare dal vivo brani legati alla stagione più celebre degli Stratovarius.
Un evento che rimarrà a lungo nella mente di chi per una sera ha potuto vedere all’opera dal vivo uno dei chitarristi più influenti della storia recente del metal mondiale.
La scaletta
Hunting high and low
Paradise
Cold winter nights
Speed of lights
Kiss of Judas
Phoenix
4000 rainy nights
Visions
Stratosphere
Father time
L’italiano (cover di Toto Cutugno)
Forever (con Elisa Magdalen Cardinali alla voce)
Eagleheart
Black diamond
La foto nell’articolo è stata scattata da Marco Vittoria ©


