Non tutti i libri autobiografici nascono per essere letti da tutti. “Johnny il Bello” di Raffaele Terzi ha un destinatario preciso dichiarato fin dalle prime pagine: il figlio Pietro. “La mia vita oggi è tua”, gli scrive l’autore nella dedica iniziale, e quella frase condiziona tutto quello che viene dopo, tenendo il racconto ancorato a qualcosa di concreto invece di lasciarlo scivolare nell’autocompiacimento. È una scelta narrativa più intelligente di quanto sembri. Terzi, imprenditore bolognese fondatore del marchio Cmj, racconta una generazione cresciuta con poca certezza e molta energia da gestire. Il libro non moralizza mai: non dice che le scorciatoie siano sbagliate in astratto, dice solo come sono andate le cose per chi le ha prese e per chi non le ha prese. Lascia al lettore il resto. Questo rispetto per l’intelligenza di chi legge è una delle qualità più genuine del volume. La scrittura è immediata, l’ironia affiora nei momenti giusti senza diventare una posa, e il ritmo tiene anche quando gli episodi si fanno più privati. Per chi ha vissuto quegli anni o riconosce quella stessa inquietudine in sé, “Johnny il Bello” parla una lingua familiare. E lo fa senza chiedere niente in cambio.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.