La band svela come questo singolo sia diventato la chiave della propria identità musicale, fondendo melodie delicate e scream viscerali. Un dialogo sincero sul riconoscere i propri passi falsi, sull’usare la musica per dare un nome alle emozioni e sull’ambizione di portare presto questi suoni dal vivo.

Il vostro singolo “Falling In Again” racconta il momento esatto in cui si riconosce un errore già vissuto. Com’è nata questa immagine così forte e universale?

È nata osservando quanto spesso ci ritroviamo a fare gli stessi passi falsi senza rendercene conto (o forse si). Volevamo descrivere quel momento di lucidità e di consapevolezza in cui capisci che ci sei ricascato. È un’esperienza comune che abbiamo vissuto anche noi, e ci sembrava il modo più diretto per raccontarla.

La canzone mescola elementi pop, elettronici e metalcore. È stata una scelta spontanea o frutto di una ricerca precisa?

L’unione di questi elementi è venuta fuori in modo spontaneo, perché appartengono al nostro background musicale. Abbiamo lasciato che le idee si evolvessero seguendo ciò che rendeva il brano più efficace. Le influenze all’interno della band sono molto diverse tra loro, e proprio questa varietà ha fatto nascere il mix di sonorità in modo del tutto naturale durante la produzione.

La voce alterna melodia e scream con grande naturalezza. Quanto lavoro c’è dietro questa versatilità vocale?

C’è sicuramente un grande lavoro di prova e studio. Abbiamo cercato di usare ogni tipo di vocalità nel modo più funzionale possibile, per valorizzare le emozioni delle varie sezioni. Per noi questo tipo di versatilità è essenziale per creare un viaggio ed una dinamicità all’interno del brano, ed ottenere il sound prefissato.

Il brano parla di legami difficili da lasciare andare. Quanto pensate che la musica possa aiutare a dare un nome alle emozioni che spesso non sappiamo esprimere?

Semplicemente la musica arriva dove le parole a volte non ce la fanno. Ti aiuta a capire cosa stai sentendo, anche quando non sai esprimerlo. Se qualcuno ascoltandoci riesce a ritrovarsi o a dare un nome a quello che prova, per noi è già il miglior risultato possibile.

Il sound della band richiama gruppi come Bad Omens e Dayseeker, ma mantiene una forte identità personale. Come si costruisce un equilibrio tra ispirazione e originalità?

Crediamo che l’equilibrio arrivi dal non perdere di vista ciò che vuoi comunicare. Le influenze ci sono, come per ogni band, ma cerchiamo sempre di adattarle al nostro modo di scrivere e produrre. L’originalità nasce proprio da come interpreti ciò che ti ispira, cercando di partire da quello che si sente dentro piuttosto che imitare ciò che esiste già.

Quali sono le vostre ambizioni principali per i prossimi anni, sia dal punto di vista musicale che professionale?

Per noi “Falling In Again” è solo il punto di partenza. Abbiamo già tanta nuova musica pronta e stiamo lavorando per portarla live il prima possibile. L’obiettivo è crescere passo dopo passo, cercando di creare un legame con le persone che ci seguiranno, con la speranza di vederli sotto il palco ai nostri concerti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.