Aurora ritorna nei luoghi dell’infanzia e lì trova risposte, magia e senso. Un romanzo che è anche una guida alla riconnessione con sé e con l’ambiente, ispirato dai paesaggi della Val di Non. Arianna Pastorelli ci accompagna nella genesi del suo libro e nei suoi simbolismi più profondi.

Come definiresti il tuo stile letterario e quali autori ti hanno influenzata maggiormente?
Non ci sono autori che mi hanno ispirata di più. Io ho sempre letto di tutto spaziando dai classici come Shakespeare, Dostoevskij, Svevo, Kafka, Calvino, ecc. a poeti come Baudelaire, Malarmè. Rimbaud, Poe, Alda Merini, ecc. fino ad arrivare ad autori più attuali come Coehlio, Rowling, Baricco, Mauro Corona, ecc. Leggo anche libri di autori poco conosciuti e credo che ci sia sempre da imparare. Il mio stile è stato definito delicato e sincero in grado di evocare paesaggi ed atmosfere sospese tra sogno e realtà.
Il bosco, il lago, le creature magiche: come nascono questi elementi nel tuo immaginario?
L’intero romanzo con I suoi personaggi, creature magiche e le sue ambientazioni nasce passeggiando tra i sentieri immersi nel bosco, nella tranquillità della natura, che conducono a due laghetti artificiali in cui si riflette lo spettacolo del paesaggio circostante.
Qual è il messaggio più profondo nascosto tra le righe del libro?
È un’invito ad ascoltarsi e a riscoprire sé stessi, la propria autenticità che non segue schemi prestabiliti o modelli prefabbricati, ma la riscoperta delle proprie radici, il richiamo dell’anima che ci riporta al ritrovamento di quei valori veri e autentici che spesso, ora, vengono messi da parte
Cosa ti ha emozionata di più durante la scrittura del romanzo?
Sicuramente vedere la storia prender forma con i suoi personaggi e le creature magiche è stato emozionante. L’emozione più grande è stata comunque vedere il libro pubblicato, poterlo toccare e sfogliare.
Hai combinato romanticismo, introspezione e fantasy. Qual è stato l’aspetto più sfidante di questo mix?
L’aspetto più sfidante è stato quello di cercare di combinare romanticismo, fantasy e introspezione tenendo vivo e costante l’interesse del lettore senza rendere la scrittura noiosa o pesante. Spero vivamente di esserci riuscita.
Quali sono le tue ambizioni future come scrittrice e quali tematiche vorresti affrontare nei prossimi lavori?
Spero che questo romanzo possa piacere e di riuscire a pubblicare altri libri magari con l’appoggio di una casa editrice.


