Dalla fede alla fragilità, passando per l’amore in tutte le sue forme: nel suo libro “Gocce d’amore”, Antonella Ridoni unisce voce interiore e ispirazione poetica. Le sue parole risvegliano, emozionano, fanno riflettere. E ci ricordano quanto, ancora oggi, la poesia possa fare la differenza.

C’è un episodio concreto della tua vita che ha dato vita a una delle poesie contenute nel libro?

Molte delle mie poesie scaturiscono da episodi concreti capitati a me, ma anche a persone che conosco. Ne cito una, tra le tante,  che si intitola Casse tti di intimità dove descrivo la sensazione provata nel dover svuotare I cassetti dei mobili della casa dei miei genitori quando non c’erano più. E’ stata un’esperienza molto forte che so che è capitata, purtroppo, a molti.

Come vivi il rapporto con i lettori e le loro interpretazioni dei tuoi testi?

Sempre con timore. Entrare nei sentimenti degli altri mi preoccupa sempre molto. Ho avuto esperienza, durante le presentazioni dei miei libri, di vedere e toccare con mano le reazioni dei presenti quando leggevo le mie poesie. Alcuni erano colpiti perché riportavo alla loro memoria esperienze vissute. Ero stupita.

Hai parlato della scrittura come “Linfa vitale”: ti capita mai di aver bisogno di allontanartene?

A volte. A volte faccio finta di non “sentire”, Mi spiego. Cerco di non entrare troppo in profondità a scovare quella linfa. Soprattutto in situazioni che so che mi fanno male. E quindi stacco la spina e cerco di distrarmi. Vado al mare, esco con le amiche. Purtroppo per me questa linfa scorre per moto proprio e anche al mare mi sussurra versi da scrivere. Con le amiche mi parla di amicizia. E quindi ho sempre con me un librettino discreto e nascosto in borsa dove appunto I versi che spesso si sviluppano in vere e proprie poesie.

Sembra assurdo in un contesto sociale calato nella tecnologia, mapersonalmente ritengo che un’emozione possa trasmettersi meglio se impressa come impronta su un foglio di carta… E’ una scrittura difficoltosa e tremante, mi fa percepire, anche successivamente, l’importanza del momento in cui ho sentito la necessità di “appuntare” tra il rumore delle onde e quattro risate in compagnia.

Quanto ha contato per te la dimensione spirituale nello sviluppo della tua voce poetica?

Io credo che siamo fatti di materia e di spirito. La materia è al servizio dello spirito: l’anima che vibra e canta e partecipa delle bellezze del creato. Le mani sono strumenti per scrivere quello che

l’anima vuole dire.  Lascio fluire, lascio uscire quello che sento e, ciò che materia non è, lo diventa su un foglio. Quando vedo il bianco di un foglio e ho una penna in mano chiudo gli occhi e ascolto. Apro gli occhi e scrivo. Senza sollecitare e abituare la mia anima ad esprimersi non avrei potuto scrivere.

Cosa ti auguri che “Gocce d’amore” lasci dentro a chi lo legge?

La voglia di leggere altre poesie e perché no? La voglia di scriverne. Tutti hanno la possibilità di farlo. Vorrei che attraverso I miei scritti I lettori potessero conoscermi, e condividere con me le stesse emozioni. Vorrei che avessero voglia di essere miei amici per parlare di poesia e di bellezza.

Hai mai immaginato un libro che raccolga poesie scritte insieme ad altri autori?

Ho già avuto questa esperienza. Le mie poesie sono pubblicate in diverse raccolte dove sono presenti anche altri autori. Autori che però io non conosco. Mi piacerebbe collaborare con altri poeti direttamente instaurando un rapporto personale. Mi piace la collaborazione tra artisti: a breve farò il commento poetico per delle foto in occasione di una mostra fotografica, E’ un progetto futuro che mi emoziona molto.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.