Una cover che non è solo cover: Symon trasforma “Eri piccola” in un viaggio sensoriale tra pop e reggae elettronico. Nell’intervista, ripercorre le tappe di questo progetto audace e il desiderio di mantenere viva la memoria musicale italiana con nuove sonorità avvolgenti.

Un caro saluto a te, Symon. Cosa evoca in te il brano “Eri piccola”?
“Eri Piccola” è un brano che mi ha sempre affascinato, divertente, esilarante, ironicamente “macabro”, rispecchia un po’ tutti i miei lati…mi si addice! Ho voluto trasformare il ritmo “be-bopper” in electro-reggae più sensuale, erotico diciamo più intrigante.
Qual è il tratto distintivo della tua musica?
Sensualità e spensieratezza.
Credi che sia importante “modernizzare” il passato? In questo modo, anche i giovani saranno invogliati a conoscere la tradizione?
Si, l’idea è di rispolverare questi brani evergreen, dando loro una nuova veste è proprio per farli conoscere alle nuove generazioni, magari, chi lo sa, essere di ispirazione per nuove idee.
C’è un verso del brano che vorresti portare all’attenzione del pubblico?
Spara!…. e pensare che eri piccola…
Perché non sempre le cose vanno come dovrebbero, ci si impegna, non si fa mancare nulla, si conquista e alla fine chi ci vuol bene, a volte ci ammazza!
Vedi la macabra ironia…. Ma non per questo bisogna mollare…. sempre seguire il nostro istinto! Fino….alla… fine!


