Faremmo un errore ad attenderci la consueta linea delicata con cui disegnare l’incontro tra parole e melodie. Di certo non ci sono sfumature altre in questo disco ma quel che ci sentiamo di sottolineare è il modo. Si perché il modo nuovo di questo ormai puntuale “rinnovarsi” che di anno in anno vive (e condivide poi con tutti noi) il cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini, è sempre più rivolto alla sottrazione più che all’impegno di cercare soluzioni e ornamenti di scena, volendo anche alla moda o comunque maggiormente funzionali alla bisogna mediatica. Nonostante il tempo attorno corre perentorio su un filone decisamente tecnologico e dalle dinamiche pressanti, ostentate direi anche, un disco come “La guerra è finita” lo ritengo alla stregua di “isole felici” sulle quali il tempo torna a farsi governare dagli uomini e non il contrario. Quindi ben ritrovata delicatissima quiete di cui sopra, la stessa che si rende tangibile e quando la poesia di un cantautore si veste di melodie pop d’autore leggere e vellutate, ma si faccia anche attenzione ai dettagli che, in questo quarto lavoro del Ballerini, lasciano ampio spazio, paradossalmente, al silenzio e alla contemplazione.
«Quello che più mi attrae della canzone cosiddetta “d’Autore” sono i testi… sono sempre alla ricerca del connubio perfetto tra parole e musica». I. F. Ballerini
Torna anche a firmare per la RadiciMusic Records ed eccolo in versione fisica e digitale questo nuovo lavoro di inediti che proprio ripartendo da suo titolo che leggo armato di sottile provocazione, “La guerra è finita”, fa ben capire che c’è bisogno di andare oltre le apparenze per lasciarsi parlare nel profondo. È tempo di tornare consapevoli…


