Pubblicato dalla collana “Nuove Voci” di Albatros e arricchito dalla prefazione della scrittrice Barbara Alberti, parliamo di “Emozioni”, il nuovo libro di Paul McGregor, componimenti, estrapolazioni personali di pensieri ed emotività che alzano l’asticella quotidiana di quel prendere coscienza e consapevolezza. Sono letture da approfondire in silenzio:

“Emozioni” esplora una vasta gamma di temi, dall’amore alla memoria dell’Olocausto. Come sei riuscito a mantenere un filo conduttore emotivo tra componimenti così diversi?
La risposta a questa domanda è racchiusa nel titolo della mia opera, che abbraccia tanti stati d’animo, viaggiando attraverso situazioni, immagini e luoghi diversissimi fra loro, eppure tutti uniti dai sussulti che provocano nella mia anima, ma, spero e credo fermamente, anche nell’anima di chiunque, immergendosi nelle pagine che ho scritto, si abbandoni alla propria emotività.

Nella prefazione, Barbara Alberti parla del libro come un viaggio introspettivo. Come sei riuscito a bilanciare la tua esperienza personale con temi universali che toccano i lettori?
Attraverso l’umiltà di considerarmi una persona molto piccola, una persona che, di fronte alle emozioni, si rende conto di quanta immensità un cuore umano sia capace di ospitare. Le emozioni sono una grandezza che non può essere dominata, ma soltanto accolta, e credo che non esista niente di migliore dell’umiltà per predisporre il proprio animo all’accoglienza, e, attraverso di essa, all’empatia con gli altri, con tutti gli altri.

Il tributo a Carla Fracci è uno dei componimenti più significativi. Cosa ti ha spinto a dedicarle questo omaggio e come hai cercato di catturare la sua essenza attraverso le parole?
Credo che Carla Fracci sia una stella di una grandezza impareggiabile, e, come ho detto poco fa, è grazie alla mia piccolezza che riesco a mostrarmi sensibile a tutta l’immensità da cui mi sento circondato, tanto che considero un dovere omaggiarla, soprattutto quando, come nel caso di un’etoile che è entrata nella leggenda, quella grandezza emana luce e calore. Ho lasciato che le mie parole si muovessero come le punte della signora Fracci, accarezzando con grazia, emozione e delicatezza, la figura che lei ha incarnato.

Hai menzionato che ogni componimento rappresenta una fase della tua vita. Qual è stato il momento più difficile da trasporre in poesia o racconto e perché?
La risposta a questa domanda non può che essere “Bagno di umiltà”, il primo componimento che apre la mia raccolta. L’ho scritto per esorcizzare i miei sensi di colpa, la mia paura e la mia fragilità, scatenati dalla consapevolezza di tutti gli errori che ho commesso, dalla volontà di farne tesoro, e dalla speranza di non ripeterli, e mi auguro che chiunque legga quelle parole riesca a capire ciò che ho provato a comprendere io per primo, cioè che anche nei propri passi falsi, alla fine, si può trovare un senso, a patto che si decida di imparare da loro per migliorarsi, e la mia strada, in quella direzione, prosegue ogni singolo giorno.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.