Con il nuovo singolo “Negli abissi del ridicolo”, SantoClaus BaronNoir intreccia tematiche sociali profonde a sonorità cosmopolite. Una fusione di folk, influenze spagnoleggianti e richiami orientali che trasporta l’ascoltatore verso una riflessione poetica sull’uomo e la società moderna.

Bentrovato, SantoClaus. “Negli abissi del ridicolo” è un viaggio sensoriale? Nasconde un significato molto più profondo?
Negli abissi è un viaggio tradizionale nei territori del folk e del ricordo. Il titolo simbolicamente rappresenta l’apice della condizione grottesca e surreale che vediamo rappresentata.
Da dove derivano le suggestioni del mondo orientale?
Il riferimento all’oriente è visivo e rappresentativo con il video della praticante di Tai Chi e vagamente sonora anche se la base è essenzialmente folk-blues
Hai inserito echi della tua vita personale, in questo nuovo singolo?
No, direi di no se non una passione per la pratica del Tai Chi appunto.
Come mai hai deciso di accostare il termine sublime degli “abissi” alla banalità della parola “ridicolo”?
Non direi che il termine abissi sia sublime almeno se intendiamo sublime come elevato. Non si parla dunque di ossimoro ma di doppia conferma.


