Andare avanti” è il nuovo brano di Michele Bo, uscito dopo “Pasticciotta alla crema”. Il singolo racchiude le emozioni della fine di una relazione e l’inizio di un nuovo percorso: scopriamo insieme qualche curiosità!

Da dove nasce l’ispirazione per questo nuovo brano?

Ho scritto “Andare avanti” successivamente al brano “Pasticciotta alla crema”. Esso si può vedere come la naturale continuazione del primo. Infatti, “Pasticciotta alla crema” si focalizzava sulle emozioni vissute nel presente di una relazione a distanza, ormai finita ma ancora viva nel cuore, invece “Andare avanti” si posiziona in un futuro in cui la relazione è ormai nel passato, si è conclusa, ci si prepara per aprire un nuovo capitolo, ma il ricordo è ancora fresco e torna alla mente nostalgicamente come un dolce miraggio nel deserto. Nel brano si ritrovano momenti nostalgici in cui si rivede il passato e ci sono molte domande per un futuro nuovo, che è già timidamente iniziato, ma si fa ancora fatica ad abbracciare. Inoltre in questa canzone vi è rappresentata la ciclicità degli eventi, sottolineata dalle particolarità armoniche che vagono messe in gioco. Tutto inizia e finisce, e poi si ripete nuovamente, così da una relazione all’altra e così da una generazione all’altra fino alla notte dei tempi. Anche il tema della memoria, che mi è molto caro, si manifesta con decisione in questo brano. Nella nostra vita passiamo molti di questi cicli, ma portiamo con noi le esperienze passate di ognuno di essi, che costituiscono in ultima analisi ciò che siamo. Così, ogni tanto, seppur siamo andati avanti, durante alcuni momenti più introspettivi, solitari, o di transizione, i ricordi ritornano e perdersi nostalgicamente nel passato c’è dolce, come direbbe Leopardi di fronte all’infinito.

Quale effetto hai voluto ottenere attraverso la sinergia dei vari strumenti?

Come il primo brano, esso è stato concepito e registrato ad Abu Dhabi, dove vivevo per lavoro, in una sera come tante altre con la chitarra in mano e tante emozioni da distillare e cristallizzare nero su bianco. Però questo brano non si è fermato a una prima stesura iniziale, ma, al contrario di “Pasticciotta alla creama”, che è stato scritto d’impulso e poi è rimasto invariato senza modifiche, questo nuovo brano, “Andare avanti”, è stato elaborato maggiormente a livello musicale ed è la composizione di più idee diverse messe assieme in un’unica composizione in cui tutte le parti trovano il loro giusto posto. Le scelte che sono state prese nella creazione del brano sono tutte incentrate sul creare un percorso uditivo, un climax e un crescendo che inizia dal principio e che amalgama anche con l’intensità del testo. Questo percorso ha l’obiettivo di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio emotivo, che culmina con la voce orgasmica della chitarra elettrica nel ritornello finale e si scioglie con il rilascio della tensione negli ultimi versi, che ritornano al principio. A simboleggiare la ciclicità della vita e delle relazioni c’è anche l’accordo finale, che resta in sospeso e si risolve solo con l’accodo iniziale del brano, ciò implica che solo quando il brano viene ascoltato in loop si può risolvere. Per concludere, questo brano è stato prodotto in due versioni. La prima mette in risalto un arrangiamento dinamico, che ha la chitarra acustica come strumento centrale e gli altri strumenti trovano il loro sviluppo a partire da essa per completare il dipinto del quadro. Tale versione è quella che rasenta maggiormente le sonorità del mio passato, in quanto sono solito comporre i miei brani con la chitarra, che è anche il primo strumento che ho imparato a suonare durante l’infanzia e quindi ha per me un certo valore emotivo e nostalgico. La seconda versione “Andare avanti (Piano Version)” mette al centro dell’arrangiamento il pianoforte, in una versione più soffice e dolce che si focalizza sul viaggio emotivo in cui si vuole portare l’ascoltatore. Inoltre in questa versione, al culmine del climax emotivo, la chitarra elettrica contrasta maggiormente con le sonorità dolci del pianoforte, esplodendo in un vero e proprio orgasmo uditivo. L’ascoltatore viene accompagnato a questo momento costruendo la tensione pian piano, inserendo percussioni più soffici che entrano solo dopo la metà del brano e quasi impercettibili strumenti ad arco a supporto del climax, seguiti da timidi accenni di chitarra prima del rilascio finale.

Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi ascoltatori?

La musica è di chi l’ascolta. Ognuno ascoltandola trova il suo messaggio, si immedesima in momenti di vissuto intimi e personali, e mi piace lasciare un po’ di suspense. Detto ciò, ovviamente il viaggio introspettivo che porta l’artista a scrivere un pezzo spesso è intriso di momenti, ricordi, messaggi e significati. I temi del brano già li ho esposti precedentemente, quindi, senza dilungarmi ulteriormente, voglio lasciare un augurio, invitando ognuno a trovare il proprio messaggio che lo aiuti ad andare avanti e superare i momenti difficili nella vita, che essi siano la chiusura di una relazione, la perdita di una persona cara, o l’inizio di un nuovo capitolo lavorativo. Inoltre, spero di riportarvi, con i suoni e le parole di questo brano, a quei momenti nostalgici della giovinezza, propri di un amore passato o presente, che al tempo come ora possono infatuare e accendere in noi mille luci, suoni, e calori.

Come mai hai deciso di produrre un brano “lungo”, in un panorama musicale che premia le canzoni di breve durata?

Le ragioni sono molteplici, ma molto semplici. Prima tra tutte la libertà. Attualmente sono all’inizio del mio percorso musicale, quindi ho la libertà che deriva dall’auto prodursi, e da non aver ancora incasellato la mia musica o il mio personaggio in un particolare genere o definizione, lasciando spaziare maggiormente la creatività e imponendo meno vincoli di genere, struttura, o aspettative di mercato, seguendo solamente l’istinto artistico e la curiosità nell’osare qualcosa di diverso e di nuovo, e nel frattempo, imparare quali suoni funzionano in quali contesti, e cosa mi fa emozionare di più. Infatti lascio molto spazio alla sperimentazione musicale. Ora posso permettermi di sperimentare ed esplorare panorami musicali diversi dal convenzionale, e nel frattempo imparo e definisco la mia musica, trovo quello che mi piace e delineo, volta per volta, il mio progetto artistico e musicale. Ho tante idee in testa, ma non ho il tempo e le risorse per produrle tutte, quindi nel frattempo che scrivo e suono, pubblico quei progetti che ritengo in arte rappresentino meglio il mio percorso. Quindi ecco in questa fase un brano creativo ricco di dettagli, un po’ fuori dai canoni standard, con molti elementi artistici diversi, che include novità, ma anche riferimenti al passato, e testi che si intrecciano con momenti legati a ciò che sto vivendo per raccontare parte di questo viaggio che anche per me è nuovo. Ultimo motivo, forse il più semplice e quello che Occam con il suo rasoio sceglierebbe come prediletto, semplicemente il brano mi piaceva così, e castrarlo per farlo entrare dentro una scatola non mi garbava, quindi l’ho lasciato lungo.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.