Riunione di Emergenza dell’Onu, si alternano con tentativi di dialogo dei maggiori rappresentanti politici internazionali, ma alla richiesta di fermare i bombardamenti, Israele nega la possibilità.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, si è nuovamente riunito dichiarando che “La brutalità dei crimini, non è l’unica cosa che i feroci nazisti di Hamas condividono con i nazisti tedeschi, condividendo entrambi ideologie comuni”. Affermazioni al quale l’ambasciatore palestinese Riyad Mansour ha proseguito affermando “Gaza ora è ‘inferno in erra. Salvare l’umanità dall’inferno oggi, significa per le Nazioni Unite, salvare i palestinesi di Gaza”. Se da una parte si cerca la mediazione e la risoluzione del conflitto, le affermazioni di Netanyahu al fermo “no”, sul cessare il fuoco, destabilizza un fittizio equilibrio, sulla possibilità, da parte di Hamas, di liberare alcuni ostaggi. Torna a parlare degli attacchi del 7 ottobre, Basem Naim, uno dei leader di Hamas che avrebbe parlato di una occupazione israeliana nei loro territori da oltre 75 anni. Quanto avvenuto agli inizi di ottobre, secondo il leader di Hamas, sarebbe stata una reazione al “diritto di difendersi”. Anche il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian è partito per Doha per un tentativo di dialogo sugli sviluppi a Gaza e per seguire maggiormente la guerra tra Israele e Palestina.